Matteo Renzi in Molise (foto di repertorio)

TERMOLI – Ad oggi il premier Conte non ancora sale al Colle per andare a Parlare col Presidente della Repubblica per chiedere cosa fare. Dopo le guasconate di Salvini e le boutade dell’irriverente Renzi, io, fossi stato in lui, li avrei già mandati tutti a “scovar il mar” detto in milanese  e che, in italiano, si può tradurre in tanti modi ma che significa “vai a scopare il mare”. A buon intenditore… buone parole. 

Ma come si fa a combattere contemporaneamente con Pinocchio e il Lupo e la Volpe. Quando poi, ci sono tanti lupi e tante volpi! Nessuna Fata Turchina ti può salvare!

Ho interrotto a scrivere il mio glossario e ho assistito alla  due giorni della giostra politica. Ne ho sentito di tutti i colori. I politici italiani quanto a tecniche e sotterfugi, alchimie politiche,  sono maestri. La votazione per la fiducia si è conclusa con una maggioranza relativa di 156 a 140 a favore del Governo. Conte può respirare ma non si sa fino a quando. Lo vedremo nei prossimi giorni. Renzi e i suoi 14 aficionados-astenuti ha perso la battaglia. Ma non la guerra, dice lui. Sta già pensando, col suo atteggiamento da Gianburrasca, come trovare la sua collocazione nei prossimi giorni, mesi, anni…forse. E’ uno che non si arrende, non demorde, facilmente. Ha scatenato questa pandemia-politica in piena pandemia-virale, fregandosene dei D.P.C.M., dei morti per corona virus, dei vaccini da fare. Ed è proprio il caso di dirlo, passando sul cadavere di centinaia, migliaia di morti! E tutto, per quale motivo? L’ambizione! Il non essere collocato al posto giusto nel momento…sbagliato! Si sente a disagio all’ultimo posto dei sondaggi, che da domani saranno ancora peggiori. Alle votazioni, ai suoi fedelissimi, ha imposto prima l’assenza poi l’astensione. Fa e disfa per tutti! Manovra Italia Viva a suo piacimento e, i suoi adepti, si muovono come marionette, tirati su e giù dai suoi più che visibili fili

Ma si può andare avanti così? Invece di pensare alla salute degli italiani ha scatenato una guerra contro Conte, il quale tra l’altro, più di una volta, è stato disponibile ad ascoltare le sue richieste. 

In tutto questo bailamme di eventi, il centro destra, Berlusca, Meloni e Salvini si stanno organizzando per indire nuove elezioni. Si stanno letteralmente leccando le mani… Le castagne dal fuoco glie le ha tolte già Renzi! Potremmo anche avere un Presidente della Repubblica di destra (sic!). E a quel punto la frittata è fatta, cotta  e mangiata! 

Non si può andare avanti così. Il premier Conte, a questo punto, abbandoni il suo aplomb, batta i pugni sul tavolo e non dia più spazio a questi incoscienti, irresponsabili che hanno approfittato della sua disponibilità solo per curare i propri interessi; fregandosene delle condizioni nelle quali versano oggi migliaia di famiglie, di lavoratori, di gestori di bar e trattorie, di piscine, di campi di neve, impianti sportivi di vario genere, di  professionisti a tutti i livelli: dagli infermieri ai medici, dagli ospedali che non hanno più posti per ricevere ammalati affetti da corona virus ai cimiteri che non sanno più dove mettere le salme che si accumulano nei capannoni. 

È una vergogna avere politici che pensano solo alla propria poltrona! L’Europa, il mondo ci guarda! Stiamo facendo proprio una “figuraccia da peracottari” a livello mondiale. Per la prima volta abbiamo un capitale di oltre 200 miliardi da spendere e stiamo litigando per che cosa, chi  e quando spenderli!!!  

È UNA VERA VERGOGNA!

Far fare questa figuraccia anche a  tutti noi  italiani! Ma se ne rendono conto Salvini, Renzi, La Russa, Meloni e tutti quelli che stanno contribuendo a gettare sull’Italia questa ombra d’incapacità a governare? E in un momento così difficile per il mondo intero!  

Sono costernato e anche molto arrabbiato! Mi sento preso in giro, ancora una volta da questa politica e da tutti i politici eletti anche con i miei voti

A Mangiafuoco-Renzi dedico i versi di queste due mie composizioni che lo ritraggono in due momenti diversi: prima come manovratore dei fili della politica e in seguito quando i fili li ha già persi, in  modo che anche i suoi quattro gatti d’Italia Viva si rendano conto che hanno sbagliato leder.

Dedicata a tutti quelli che credono che la vita sia solo imporre il proprio volere sugli altri senza ritegno. Gli altri, il più delle volte, devono subire per amor di pace, non reagiscono  per scelta o per non perdere la propria dignità. Dimostrano così di essere loro i più forti!

MANGIAFUOCHE
Magnafuche jennòtte m’haje sunnáte
ca ch’i  dite muvève ‘i mariónétte
ch’i dinde stritte ‘a mmizze a ‘na resáte, 
decève: “ A tè te dènghe,  a te ‘i premétte!”. 

Giacchè ne tenïte ucchje, né vedïte
e sîte sènza córe né cervèlle
ve pòzze areggerá pe’ tutt’a vïte
e dirve quist’è bbune e quist’è bbèlle. 

Ve facce móve sule vracce e pïde
pajacce sènza sanghe e sènza pèlle.
S’u curpe ce semóve e ‘u vracce accïde 

‘a cólpe ‘a te’ chï móve  ‘i zucarèlle?!
V’avita recurdá  ca sèmbre sîte
pizze de stóffe…curpe sènza vïte!

Abituato sempre a comandare, questo originale Mangiafuoco  non si rassegna al fatto che, avendo perso i fili del comando, non riesce più a fare quello che faceva prima, quando dava ordini a destra e a manca. Naturalmente, niente potere,  niente favori e tutti quelli che prima si recavano da lui per chiederne, ora lo mandano a quel paese.

MANGIAFUOCHE SÉNZA FILE!
Mangiafuòche ha pèrse i file
e ne sá com’ada fâ.
Stá  ‘ncazzáte, nire, nire
ca ne po’ cchjù manuvrâ. 

Stá cercanne  ‘nu sestème 
pe’ putèrle aretrevâ.
Te’  ‘u labbre che je trème
ca ne po’ cchjù cummannâ. 

Chjagne com’e  ‘nu vetille!
‘Revo’ i file… ‘ng’è che fâ
sbatte i pide, strille…strille 

sènza file nge sá stâ.
Ha fenute a fâ ‘u percille
tutte ‘u mannáne a cacâ!

Saverio Metere
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Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.