MorettiCasacalendaCASACALENDA – Quando faccio altri lavori all’interno del cinema, altri lavori oltre a quello di regista non è che lo faccio per dovere produrre film di giovani registi, distribuirli o aprire un cinema. Non non lo faccio per dovere ma lo faccio per piacere. Nel mio cinema programmo quei film che mi piacerebbe vedere come spettatore e, che, alle volte hanno bisogno un po’ di una mano”. Così Nanni Moretti, ospite d’eccezione ieri sera a Molise Cinema a Casacalenda dove è arrivato per presentare il suo ultimo film: “A mia Madre”. Ha parlato a lungo, senza riserve della sua vita, dei suoi inizi e dei film al pubblico, arrivato da tutto il Molise per ascoltarlo.

Moretti ha accettato l’invito del direttore artistico e Presidente di Molise Cinema, Federico Pommier Vincelli e, per l’anteprima della manifestazione, è stato presente puntuale all’evento, divenuto un appuntamento fisso da 13 anni e, ormai, a tutti gli effetti uno degli eventi di punta dell’estate molisana.

C’è abbastanza con un pezzo di pubblico, un rapporto di reciproca fiducia. Io so che posso contare su un po’ di pubblico che si fida delle mie scelte e, viceversa. Quel pezzo di pubblico, appunto, può contare su di me e viene, non dico a scatola chiusa, ma viene fidandosi nel mio cinema a vedere quello che io programmo di volta in volta. Non è per dovere, è per piacere. E’ un completamento del mio lavoro di regista, non è una missione. Non mi sento un missionario in favore del cinema di qualità – ha detto – o il cinema d’autore o il cinema a volte considerato anche a torto il cinema difficile”.

Moretti a Molise Cinema si è raccontato, rispondendo alle domande di Federico Pommier, sin dai suoi primi esordi senza remore, condividendo con il numeroso pubblico presente le sue esperienze di vita: i successi, i dubbi, le paure, le difficoltà e le gioie.

Non ho quella infanzia cinematografica che molti registi raccontano e possono esibire che a 5 anni andavano a vedere 2 film al giorno – ha proseguito -. Io tardi, verso i 15 anni, sono diventato uno spettatore affezionato, però, solo spettatore. Poi finito il Liceo, a 19 anni, ho sentito che il cinema era il mezzo espressivo più giusto, più adatto per comunicare agli altri ma anche a me stesso quello che avevo urgenza di comunicare, di buttar fuori. Ho tentato, ma la strada era tutt’altro che sicura. Ho chiesto, sono andato alla scuola di cinema, molto famosa in tutto il mondo, il Centro sperimentale di cinematografia ma che paradossalmente era riservato ai laureati ed io avevo appena finito scuola, non avevo intenzione di fare l’università. Ed allora ho chiesto di fare l’assistente a dei registi: l’ho chiesto a Peter Del Monte, a Paolo e Vittorio Taviani, a Marco Bellocchio, però, loro avevano tutti i loro aiuti registi, i loro assistenti. Non riuscivo a fare nemmeno l’assistente ed allora ho cominciato da solo“. 

Moretti parla ai giovani che vogliono intraprendere oggi questa strada. Oggi, comincerei con una videocamera o addirittura forse con un cellulare – ha aggiunto -. Allora c’era il super 8 e feci tre cortometraggi in super 8 quando avevo 30 anni. I miei genitori furono molto liberali, loro che erano professori, mi permisero di tentare questa strada che aveva un enorme punto interrogativo. Noi non conoscevamo nessuno nell’ambiente del cinema. Era tutto affidato molto al caso ed alla fortuna. Pure io cerco di dire a chi cerca di cominciare a fare questo lavoro, è difficile da digerire, è difficile da accettare, però, la fortuna gioca un ruolo molto importante in chi cerca, spera, vuole fare il regista, lo scrittore”.

Su Pasolini a cui Molise Cinema dedica una retrospettiva, Moretti sottolinea di non averlo mai conosciuto.Ne ero molto incuriosito – ha detto -, colpito, soprattutto dalla sua attività di polemista. In quegli anni, prima di morire scriveva articoli sempre molto importanti sul Corriere della Sera. Era una figura per me molto importante oltre che di regista anche di scrittore e di polemista”.

L’attore e regista, ieri sera, ha ricevuto il Premio K consegnato dal Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura ed un secondo riconoscimento dal sindaco di Casacalenda.
Sia il direttore artistico del Festival sia Frattura lo hanno invitato a girare un film in Molise. Moretti ha ribadito: “non prendo nessun impegno, ma ci penserò”.