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Naviglio-virus milanese, Metere: vorrei prendere un treno per rivedere Termoli, ma non posso!

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Termoli, 8 maggio 2020: tramonto sul lungomare nord

BRESSO – Superficialità, dabbenaggine, incoscienza e innanzitutto una profonda dose di menefreghismo ha colpito i giovani milanesi che il pomeriggio e la sera di giovedì 5 maggio ha letteralmente invaso le sponde dei Navigli di Milano. Oltre il sessanta per cento non portava la mascherina e tanto meno i guanti…   A gruppi di tre, quattro persone passeggiavano bellamente bevendo birra a canna che un baracchino vendeva ai lati delle sponde del Naviglio Grande.

E i 150 medici morti di coronavirus? E i 30 mila decessi? E le casse portate nei capannoni perché nei cimiteri non c’era più spazio? I parenti morti senza funerale, gli amici e i nonni morti prematuramente? 

TUTTO DIMENTICATO!

È la prima volta che vedo il sindaco di Milano così arrabbiato e che, perdendo il suo mitico a plomb, dice:” Questa volta sono veramente incazzato! Non la passeranno liscia e prenderò severi provvedimenti: chiuderò l’acceso ai Navigli! “. Vedremo se sarà di parola perché questa volta i giovani milanesi l’hanno fatta veramente grossa!

 D‘altra parte i casi denunciati a tutt’oggi non sono pochi. Infatti, a quattro giorni dall’inizio della FASE 2, in Lombardia si ha la seguente situazione:

  • i ricoveri sono scesi di 70 unità rispetto a ieri;
  • diminuiti a 85 i decessi delle ultime 24 ore (ieri erano stati 94); 
  • I ricoverati con sintomi sono 5.535 (-167);
  • 24.397 in isolamento domiciliare (-1484);
  • I guariti sono 36.039 (+2.138);

Inoltre, diminuiscono anche i ricoverati non in terapia intensiva che sono:

  • 5.535 in tutto, 167 meno di ieri.

Come si può evincere da questi dati, nonostante tutto, la situazione in Lombardia è oltremodo migliorata. Quest’episodio, però, potrebbe inficiare la possibilità di ritenere Milano e quindi la Lombardia una regione virtuosa. La qual cosa si traduce nel fatto che quando apriranno l’accesso tra le Regioni potremmo esserne fuori! Il Governo ha già detto che i valichi regionali saranno possibili dalla Toscana in giù.  E tutto questo grazie a quattro imbelli, per non dire imbecilli, privi dei dispositivi idonei e utili per non danneggiarsi tra di loro. I treni a lunga percorrenza, che pure partiranno dalla Stazione Centrale di Milano, porteranno solo quei quattro sparuti passeggeri che devono recarsi per lavoro presso i paesi del sud. Saranno ammessi anche quelli che devono andare per la manutenzione delle loro seconde casedove potranno restare per un solo giorno senza potervi neanche pernottare. Ma si può essere così egoisti e corti di cervello da non comprendere che se andremo avanti così non usciremo mai più da questo assurdo cataclisma? Di buoni proposito è ricoperto il pavimento del Purgatorio. Sta a noi cercare di entrare nel Paradiso delle libertà, dando una prova di maturità e di altruismo in modo da poter riscattare un comportamento così assurdo ed egoista. E ve lo dice uno che è stato in casa ai… domiciliari per oltre sessanta giorni!

Perciò, personalmente, sono molto preoccupato perché vedo sempre più lontano il giorno in cui potrò anch’io prendere il treno per andare a trascorrere qualche giorno a Termoli.

In questo periodo sarebbe bello passeggiare lungo la riva del mare, andare al porto ad aspettare l’arrivo dei pescherecci o sul trabucco e acquistare qualche cruderie: due veraci, qualche ostrica e fasolari da mangiare crudi. O magari, perché no, tentare una bella traversata verso le Isole Tremiti dove l’acqua è cristallina e fa intravedere una fauna ittica multicolore.  Pretendo troppo? Non credo! Sono cose semplici che uno come me che ama il proprio paese d’origine, desidera fare ogni anno all’arrivo della primavera.  Le spiagge in questo periodo hanno un fascino tutto particolare: prima dell’estate, spoglie di ombrelloni e di bagnanti si presentano nella loro nudità, pure e immacolate.

Chiudo questo articolo invitando i miei amici lombardi a comportarsi in modo adeguato perché l’estate è vicina e un altro errore del genere potrebbe pregiudicare molti, e loro stessi, a privarsi delle meritate vacanze alle quali in questo periodo tutti pensiamo.

Nel caso contrario vado sui Navigli e… ne annego qualcuno!

Saverio Metere

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Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.

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