Dopo che la Giunta Greco ha recisamente negato il permesso a costruire alla BLU Costruzioni, quest’ultima, intentando ricorso al TAR, è stata sonoramente sconfitta (Sentenza TAR n. 161/2007) peraltro, senza possibilità in quella sede di pretendere alcun indennizzo dall’amministrazione per ipotetici danni. L’ennesimo ricorso al Consiglio di Stato non avrebbe potuto che vedere la BLU Costruzioni ancora soccombente e con “le pive nel sacco”. Dunque, non si capisce davvero il perché della avventata scelta da parte della giunta Di Brino e della sua maggioranza di centrodestra di ratificare in tempi record l’accordo di programma e dare l’avvio dei lavori nella “zona verde” del Crocifisso. Le responsabilità di tale scellerata scelta sono da addebitare unicamente alla giunta comunale e al proprio sindaco Basso Antonio Di Brino, il quale, ha solo snocciolato un florilegio di patetiche bugie durante l’incontro con i cittadini, come ad esempio degli svariati milioni di euro di indennizzo che avrebbe dovuto questa amministrazione esborsare alla BLU Costruzioni in caso di diniego a costruire.
Ma il sindaco sa bene che non esistono atti o presupposti di nessun genere che legittimano o giustificano l’esigibilità di tali richieste, d’altro canto, come avrebbe potuto la BLU “battere cassa” nel momento in cui la propria richiesta di costruzione era stata formalmente rigettata e trovandosi persino in decadenza dei termini per il ricorso al Consiglio di Stato. La stessa commissione di cittadini, istituita in extremis dal sindaco per proporre osservazioni e compensazioni sull’opera, risulta chiaramente inefficace e una fuorviante “presa in giro” al comitato cittadino, infatti, questa avrebbe semmai dovuto essere costituita a monte del percorso, come prevedono le leggi, non certo a giochi fatti. Avendo la BLU ormai acquisito autorizzazione a costruire da parte di questa amministrazione, è facile immaginare quanto poco possa interessarsi alle pietose istanze della commissione e dei cittadini. Per completezza d’informazione, va pure ricordato che queste società di costruzioni sono prevalentemente interessate a ricavare massimo profitto dalle loro opere, noncuranti delle istanze ambientali e sociali, su cui dovrebbero invece interessarsi e vigilare la politica e gli amministratori. Peraltro, parrebbe trattarsi di alloggi di lusso, che verranno venduti a prezzi esorbitanti e praticamente senza alcun regime di concorrenza.
Tutto ciò in questa difficile e sofferta congiuntura sociale ed economica, dove semmai occorrerebbe più edilizia popolare e convenzionata, ma questa è un’altra storia… “La montagna ha così partorito il il topoBrino” questo, in estrema sintesi, è l’esito dell’incontro tra Basso e i cittadini del comitato di quartiere Crocifisso, un esito che non fatichiamo a definire deludente e offensivo per gli stessi cittadini. E’ evidente che tutta la vicenda, torbida e intricata, è infarcita a tal punto di ambiguità e di mendacità che a più di qualcuno potrebbe venire da pensar male sul perché di questa insensata accelerazione per favorire la lottizzazione del Crocifisso. Rifondazione Comunista di Termoli, insieme ad altre soggettività associative e collettivi, pensa che, al di là della cappa di bugie con cui la giunta Di Brino sta tentando di ammantare la vicenda e senza opporci al generoso lavoro della commissione cittadina, ci siano davvero seri e documentati estremi per proporre un ricorso alla procura ed ai vari enti competenti, affinché gli organi preposti avviino indagini e approfondimenti che facciano piena luce sulla faccenda.
Ribadiamo, inoltre, il nostro pieno sostegno e la nostra vicinanza al comitato di quartiere per ogni tipo di iniziativa vogliano porre in atto per osteggiare e bloccare la realizzazione di questo ennesimo eco-mostro. Invitiamo, per il futuro, i cittadini termolesi ad essere più attenti nell’esercizio del voto ricordando bene e smascherando chi si trincera dietro slogan e vacue promesse dal sapore stantio.
PER IL CIRCOLO del PRC TERMOLI
Il segretario Mimmo Farina