Il Gruppo territoriale M5S Termoli elenca i fallimenti dell’Amministrazione Balice: dal doppio ko al TAR e al Consiglio di Stato ai 5 milioni di fondi pubblici di cui si sono perse le tracce.

TERMOLI – È un atto d’accusa puntuale quello firmato dal Gruppo territoriale M5S Termoli contro l’Amministrazione Balice sulla cosiddetta “questione Pozzo Dolce“. Nel comunicato diffuso nella serata di oggi, il Movimento elenca uno per uno i fallimenti dell’attuale giunta, dalla gestione dei ricorsi giudiziari al silenzio verso la cittadinanza.
Sul fronte legale, il bilancio parla da solo: «Ha perso il ricorso al TAR che sancisce il ‘risarcimento danni’ alla ditta De Francesco. Ha perso il ricorso al Consiglio di Stato che condanna nuovamente il Comune di Termoli al risarcimento del danno, inchiodandolo alle proprie responsabilità», scrive il M5S.
Sul piano economico, il Movimento punta il dito sulla gestione del denaro pubblico: «Ha dissipato soldi dei contribuenti, cioè dei termolesi, in cambio del nulla: una spesa di soldi pubblici che non porterà niente di reale alla nostra comunità ma spesi solo per rimediare ai propri errori».
Dure le critiche anche sulla tempistica dei lavori. Il comunicato ricorda che «il Sindaco ha dichiarato a mezzo stampa e pubblicamente che i lavori sarebbero iniziati nel settembre 2025 e terminati nell’estate 2026 ma, ad oggi, a distanza di oltre 8 mesi, non si è mossa una pietra». Quella che doveva essere «”la più grande opera pubblica degli ultimi 30 anni”» – sostengono i pentastellati – «è solo un’area recintata, uno spazio di tutti sottratto alla cittadinanza e privato dell’uso pubblico».
Poi c’è il capitolo dei 5 milioni di euro: «Nel “pacchetto De Francesco/Tunnel/Pozzo Dolce” c’erano 5 milioni di fondi pubblici (FSC 2007-2013) destinati alla viabilità che ci chiediamo dove siano finiti, se riprogrammati o altro. Oggi, più che allora, farebbero comodo per interventi di ripristino delle strade di Termoli».
Infine l’attacco sulla trasparenza: «La cittadinanza poco o nulla conosce sul progetto di riqualificazione delle due piazze principali della propria città se non qualche vaga descrizione dell’intervento; nessuna condivisione del progetto, non una presentazione, non un dibattito pubblico, non un Consiglio Comunale sul tema. Solo parole generiche».
La chiusura è senza appello: «In attesa del quantificarsi della cifra da versare alla ditta De Francesco, una cosa è certa, non avremo neanche un’aiuola in cambio e che a pagare gli errori di pochi amministratori anche questa volta saranno i cittadini».















