CAMPOBASSO _ E’ stata presentata ufficialmente, nel corso di un incontro tenutosi nella sala conferenze del ristorante Donguglielmo a Campobasso, l’Associazione molisana “Arca Sannita”. Dinanzi ad una sala gremita da amministratori, rappresentanti di associazioni di agricoltori ed allevatori ed appassionati di tradizioni regionale, è stato tracciato il programma dell’Associazione che ha l’intento di tutelare e promuovere le ricchezze della terra molisana, salvaguardare le biodiversità, valorizzare il territorio, riscoprire le antiche colture, promuovere attività sociali, culturali e turistiche. Michele Tanno, Dionisio Cofelice, Roberto Tullo, Antonello Filippi, promotori dell’iniziativa, hanno trattato le linee di operatività di un’associazione aperta all’adesione di quanti, Produttori, Istituzioni, Università, Consorzi, Istituti di ricerca, credono che la riscoperta delle peculiarità di una regione e la tutela del territorio sono elementi di sviluppo per un’intera collettività. La presentazione dell’Associazione è stata anche l’occasione per organizzare il primo evento: la riscoperta del Mais Agostanello del Molise, una varietà che ha delle caratteristiche distintive uniche. Una pianta rustica che ha saputo adattarsi al disagio del territorio, alle difficoltà idriche e nutrizionali locali, resistendo alle avversità, ed offrendo un prodotto unico e di ottima qualità.

Una varietà di mais, o come viene detto in Molise, granone, che già nei mercati anteguerra spuntava un prezzo di ammasso maggiore. L’obiettivo dell’Associazione è anche quello di riabilitare il lavoro dei piccoli agricoltori, creando delle filiere corte che possano dare maggiori guadagni ai produttori e soprattutto affermare i valori del prodotto naturale, autoctono e soprattutto gustoso. Una dimostrazione pratica della bontà dell’Agostanello è stata fornita dai piatti preparati per l’occasione da Melina Tanno e degustati nel momento culinario che è seguito all’incontro: lingua di vitello con pizza di grandinje, per cominciare, e tutte le varianti alla polenta, per finire ai dolci sempre e solo a base di mais. Un’insieme di momenti dedicati alla riscoperta di antiche ricette. La diversità biologica e genetica di una regione costituiscono un patrimonio rurale ed una risorsa.

Il recupero e la valorizzazione delle piante antiche può rappresentare una concreta prospettiva di utilizzazione produttiva e di fruizione agrituristica e naturalistica del territorio. In questa ottica ha suscitato interesse ed apprezzamento l’idea dell’ orto dei frutti dimenticati. A questo primo evento, patrocinato dalla Regione Molise e dalle Province di Campobasso e Isernia, seguiranno altri incontri dove Amministrazioni e Produttori collaborano per la riscoperta di “semi, piante e animali antichi” da tutelare e trasportare in un2Arca Sannita iseale, custode di un patrimonio molisano unico ed irripetibile.