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TERMOLI – Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione, firmata.

Quando la gente non ci sta, tra pruriti e sondaggi taroccati. Ma partiamo dalle origini per permettere, a chi leggerà, di capire di cosa stiamo parlando. Tutto ha avuto inizio con la messa online del “Sondaggio” “degli ultimi 4 sindaci di Termoli: chi secondo te ha fatto meglio?“ e fin qui tutto bene se non fosse che:
il sondaggio non è un sondaggio (mi riservo di spiegare fra un paio di righe)
– si può votare più e più volte senza alcuna identificazione univoca del votante – non si può sapere quante persone hanno votato (avere il 50% quando hanno votato  in 10 è ben diverso dal 50% su 100 votanti)
– il sistema di votazione scelto è WP-Polls 2.5, un plugin per WordPress (lo stesso utilizzato da “Il Fatto Quotidiano” nel caso delle accuse di Sondaggio Taroccato), più indicato per chiedere “Che colore preferisci?” dato che non ha nessun tipo di valore
– possibilità di modificare/aggiustare i risultati dall’interno del sistema (in barba a quanto espresso dagli non identificabili votanti che non sanno neanche di essere uno tra dieci, mille o centomila).

Ed ora passiamo alla parte esilarante perché non solo dobbiamo farci dire dai media cosa mangiare, come vestirci e che macchina comprare ma ora per non indisporli dobbiamo anche stare attenti ad esprimere un nostro parere in un “sondaggio” che non è un sondaggio. Infatti questa meravigliosa indagine priva di valore scientifico (cito l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che ha arricchito così tanto le nostre vite, a seguito di un inaspettato cambiamento nei risultati che non è stato gradito, è repentinamente, ed aggiungerei, magicamente cambiato.

Chi riceve più voti ha quindi truccato il “sondaggio”? In pratica quindi nessuno può vincerlo senza essere accusato di aver fatto chissà quali malefatte?!? Mi raccomando allora a restare su un basso profilo e chiedere di non essere votati perché non vale la pena ottenere più voti in un “sondaggio” che non conta nulla se poi si viene additati ingiustamente.

Ma cambiamo il punto di vista e ora mi chiedo: “ma tu votante non identificato che hai visto annullare il tuo voto, chi credi di essere per poter esprimere un tuo parere quando ti viene chiesto??? Davvero pensavi di poter realmente dire la tua? Ah beata ingenuità!” Ed un ultimo riguardo va agli egemoni e, per lenire l’irritazione pruriginosa che hanno dovuto subire al pensiero che qualcuno avesse provato a truccare il “sondaggio taroccato” (questa cosa crea non poca confusione) riporto una parafrasi con cognizione di causa: Quando il bue dice …….. al Gatto!

Quindi per concludere: Perché no, parliamone di coraggio delle proprie azioni… perché ora sappiamo tutti da che pulpito viene la predica!

Un approfondimento per evitare ulteriori figure indegne:

Legge n. 249/97 (articolo 1, comma 6, lett. b), n. 12) attribuisce all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la competenza in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa. Ed estratti dal Regolamento i due punti salienti:

una chiara distinzione tra sondaggi (basati su metodi di rilevazione scientifica applicati ad un campione) ed altre indagini prive di valore scientifico quali le manifestazioni di opinione (fondate sulla partecipazione spontanea degli utenti) e che pertanto non potranno essere pubblicate o diffuse con la denominazione di “sondaggio”;

l’obbligo, per il soggetto realizzatore, di rendere disponibile sul sito internet dell’Autorità (per i sondaggi di opinione) e sul sito internet della Presidenza del Consiglio del Ministri – Dipartimento per l’editoria e l’informazione (per i sondaggi politici ed elettorali), il “documento” completo relativo ai sondaggi pubblicati o diffusi al pubblico. Esso deve recare informazioni fondamentali sulla metodologia di realizzazione del sondaggio, quali il metodo di campionamento, la rappresentatività del campione ed il margine di errore, il metodo di raccolta delle risposte, il testo integrale delle domande e delle risposte”.

Lettera Firmata
(Resta inteso che l’autore della lettera, inviata personalmente a questa Redazione,
su sua precisa volontà ha chiesto la “NON pubblicazione del suo nome e cognome”)