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CAMPOBASSO _ La crisi del centro sinistra molisano e del suo nuovo leader sono sotto gli occhi di tutti. Una crisi politica, culturale, programmatica e soprattutto frasi poco opportune ed eleganti rese alla stampa, dimostrano la netta difficoltà in cui annaspa il duo Frattura – Di Pietro. E così i due simpatici figliuol prodigi si vanno accreditando come i liberatori della politica, coloro che spazzeranno via il presidente Iorio e il centro destra: “Una squadra fortissimi”, scandiva una canzone recente di Checco Zalone. A mio avviso in tutto questo frangente, di politica, quella vera e trasparente, ne vedo ben poca. Attacchi gratuiti e volgari stanno caratterizzando una campagna elettorale del centro sinistra che, come qualche mese fa, puntò solo a delegittimare me.

Pertanto, che continuino così, a quanto pare ci porta bene. Di conseguenza prendo atto che persino in ambito nazionale si è criticata la candidatura del Di Pietro junior, il quale fino a quando era consigliere provinciale non ha inteso proferire attacco alcuno sul ruolo delle Province, per poi da qualche settimana avviare una raccolta di firme per sopprimerle. E così mentre l’Idv raccoglie le adesioni per chiudere gli enti conquistati a fatica dai molisani, in aula i consiglieri dell’Idv di Isernia e Campobasso sostengono di voler bene alle Province e di stare a fianco dell’istituzione. Da Termoli, poi, ciliegina sulla torta, contestano persino la candidatura del figlio del leader, in pole position per Palazzo Moffa. Una logica conseguenza visti i parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali che Antonio Di Pietro ha perso anche nel suo Molise in questi anni, alcuni dei quali ora come per magia si stringono attorno al candidato Frattura. Stessa litania per l’altro figliuol prodigo, il quale criticato per l’esito delle primarie, per la composizione del listino persino dagli altri candidati a governatore, forte di uno scarto modesto per un altrettanto modesto risultato complessivo di partecipazione, ha riabbracciato qualche ex parlamentare sonoramente cancellato dall’Italia dei Valori. Ricordate le parole indirizzate a Di Pietro da Massa e Ruta? E ora hanno cambiato idea? In definitiva questo centro sinistra non ha cambiato nulla, sempre le solite facce, le solite polemiche e le solite grida.

Tutti uniti contro Michele Iorio, basta che perda Iorio, indipendentemente dal pedegree, dalle idee e dal passato. Questo il loro intento. Avrebbero abbracciato chiunque, dal Fli, all’Udc, dalla destra di Mancini ai grillini, un guazzabuglio senza né capo né coda che avrebbe reso noto ciò che veramente sanno fare: un bel minestrone col “dado star Frattura”. E sì perché se lo sono nuovamente giocato a dadi, il presidente della Camera di Commercio che non ha inteso dimettersi dal suo incarico. D’altro canto la storia ha già sentenziato chi col cambio di casacca e col tradimento, sperava in un riconoscimento elettorale; un cambio che pur rientrando nelle scelte individuali, non è stato accompagnato da una assunzione di responsabilità. Per questo motivo mi chiedo: come possa un uomo che ha forti responsabilità, conflitti di interesse, scelte e condivisioni nel programma di Michele Iorio, nel settore immobiliare, nelle partecipazioni a società, possa trovare campo libero nella sinistra?