PescherecciTermolesi2018TERMOLI – Dieci marinerie della Puglia sono arrivate in porto a Termoli per l’adesione dei pescatori ed armatori della città ad uno sciopero ad oltranza.

Siamo fermi da giovedì scorso – dichiara Nicola Guerra, armatore e comandante di un  peschereccio di Manfredoniae, questa sera, siamo arrivati a Termoli per allargare la protesta al Molise ed anche all’Abruzzo. Stiamo cercando di unire tutte le marinerie d’Italia. Chiediamo la modifica delle normative sulla pesca, adatta a operatori del nord Europa, ma non per noi operatori dell’Adriatico dove il pescato è di piccola taglia e, di conseguenza, è fuori norma. Il risultato sono continue multe e verbali e tanta burocrazia. Così non possiamo più andare avanti, non possiamo più lavorare”.

La marineria termolese, ieri sera, ha aderito allo sciopero che proseguirà senza una data di scadenza. I pescatori della Puglia, circa 200 persone, appartenenti alle marinerie di Vieste (Foggia), Manfredonia (Foggia), Mola di Bari (Bari), Bisceglie (Barletta, Andria e Trani), Trani, Molfetta (Foggia), Santo Spirito (Bari), Giovinazzo (Bari), Otranto (Lecce), Brindisi sono arrivati a sorpresa e senza preavviso sulla banchina della città convincendo gli operatori locali a non uscire in mare e ad aderire alla protesta. Un peschereccio aveva levato l’ancora, ma è rientrato poco dopo.

“Abbiamo lavorato in questi ultimi anni con l’ansia addossospiegano i pugliesi – perché siamo tartassati da adempimenti e norme sempre più stringenti che di fatto non ci permettono più di pescare. I verbali sono continui. A peggiorare questa situazione, l’arrivo di pescato estero che arriva sui banchi di vendita e si attua una concorrenza che noi consideriamo sleale. Il nostro pescato ha una qualità superiore e di conseguenza il prezzo è maggiore”.

La marineria di Termoli lamenta, inoltre, il mancato arrivo degli indennizzi del fermo biologico. Gli armatori attendono il pagamento degli ultimi 3 anni mentre i pescatori due annualità.