
Io ritengo infatti che la colpa più grave vada attribuita a noi medici che pur avendo il compito di tutelare la salute dei cittadini,di curare il paziente che soffre ,abbiamo colpevolmente ignorato il fondamentale dovere di vigilare affinchè il suo diritto costituzionale ad avere cure adeguate non venisse meno a causa della scellerata gestione delle risorse economiche . Dove eravamo noi medici quando si faceva scempio del denaro pubblico nel nostro ambito di lavoro?
Dove eravamo quando si imponevano frotte di raccomandati e affini pur di conservare i nostri privilegi? Cosa abbiamo fatto per contrastare degli incredibili sprechi (non parlo necessariamente illeciti penali) che sono avvenuti sotto i nostri occhi o se non addirittura diventandone strumento? Io non parlo di illeciti penali ma di palese cattiva gestione che ha deviato l’interesse della spesa pubblica destinata a curare le persone verso interessi di natura diversa. Abbiamo girato la testa dall’altra parte ed abbiamo assecondato il sistema. Abbiamo sbagliato a non aver denunciato ciò che è stato fatto sotto i nostri occhi.
Per noi era diventato TUTTO NORMALE,ma di normale non c’era niente ed oggi i cittadini pagheranno anche per i nostri errori,per le nostre ipocrisie,per la nostra paura di esporci,per la nostra codardia. Certo la paura di ritorsioni c’era e c’è ancora tanta, e tutti noi sappiamo che è una paura fondatissima in questo sistema sanitario da cui ci siamo fatti escludere da ogni potere decisionale. Chi di noi ha denunciato fattivamente o ha tentato di opporsi concretamente ,con atti formali,a questo sperpero di denaro pubblico?
Adesso ,che è tempo di pagare i debiti (leggasi decreto Balduzzi) in termini di riorganizzazione facciamo finta di accorgerci degli enormi sprechi,dello spudorato uso strumentale che si è fatto delle risorse sanitarie,che c’è una sperequazione di assistenza ospedaliera che penalizza il Basso Molise e che la sanità privata è eccessiva rispetto a quella pubblica ed il suo costo costringe a tagliare gli ospedali pubblici e quindi quelli del basso Molise. Ora non c’è più tempo e dobbiamo decidere da che parte stare se con i cittadini e la sanità pubblica ed avere una parte attiva o continuare ad assistere da spettatori interessati a questa partita per il diritto alla salute.
dott. Giancarlo Totaro