La contraddizione tra il dire e il fare dei nostri politici è sotto gli occhi di tutti. E così, tra documenti nazionali sul contenimento dei costi della politica, l’ accordo firmato durante i tanto pubblicizzati Stati Generali dell’Economia di qualche mese fa (dove si stabiliva la riduzione del numero dei consiglieri) e il colpo gobbo messo a segno con l’approvazione di uno Statuto che, invece di contenere le spese, le amplifica enormemente, ci ritroviamo con 2 consiglieri in più del previsto, 8 assessori esterni e, con ogni probabilità, aumenterà anche il numero delle commissioni.
Che dire poi della figura del sottosegretario? Ma serve davvero in una regione come la nostra? Quali i vantaggi che potrebbe trarne la popolazione molisana? Ci chiediamo quale opinione possano farsi di tutto questo gli elettori messi di fronte all’aumento delle tasse per i cittadini da una parte e, dall’altra all’aumento dei privilegi per i politici? L’augurio che ci facciamo è che sia la peggiore possibile di fronte all’ennesimo atto di irresponsabilità di una casta che pensa soltanto al proprio benessere e alla possibilità di replicare all’infinito il suo potere. In realtà per il Molise non esiste affatto l’esigenza di aumentare il numero dei rappresentanti alla Regione.
Non c’è, dietro questa manovra, alcuna logica politica che tenga. Sarcasticamente possiamo dire, però, di ammirare il coraggio di alcuni a commentare con toni entusiastici l’approvazione di uno Statuto che è nettamente in controtendenza rispetto alle direttive del governo centrale che parlano di diminuzione del numero dei consiglieri regionali, provinciali e comunali. Chiediamo ai nostri amministratori perché il Molise debba sempre distinguersi in termini di negatività rispetto al resto d’Italia. Evidentemente abbiamo una naturale predisposizione a far ridere di noi, anche se qui, più che da ridere, ci sarebbe da piangere. Pierpaolo Nagni Segretario Regionale IdV Molise