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TERMOLI _ L’inaugurazione della area pedonale sottostante la cinta muraria del Borgo Vecchio, che a mio parere più appropriatamente si dovrebbe chiamare “passeggiata dei trabucchi”, mi dà lo spunto per qualche riflessione che spero non venga interpretata come nostalgica rivendicazione di meriti politico-amministrativi. Mi preme qui esprimere le sensazioni contrastanti che quest’opera mi ha determinato sul piano personale. Credo che il cittadino sia capace di valutare l’attività dell’amministratore di turno sulla base di impegno e capacità che è stato o è capace di mettere in campo, a prescindere dallo schieramento politico di appartenenza. Egli riesce a comprendere da solo, oltre le strategie di una comunicazione spesso asservita al governo in carica, quali e quanti servizi o opere realizzati sono utili alla città e quindi siano o non meritevoli di apprezzamento.

La realizzazione della “passeggiata dei trabucchi” nasce da lontano ed ha avuto generale condivisone da parte di almeno quattro Amministrazioni Comunali coinvolte in maniera più o meno pregnante nella sua realizzazione. Personalmente ho avuto modo di apprezzare l’originalità dell’intervento già nel 1995 quando sono stato Assessore ai LLPP nella Giunta Di Sapia e mi sono adoperato, fin da allora, per la sua realizzazione. Durante poi il mandato elettorale dell’Amministrazione Greco, l’aver ritrovato i lavori relativi all’intervento consegnati nel mese di febbraio 2006, perciò nella fase iniziale di realizzazione, è stato per me motivo di compiacimento e stimolo perché ero nella condizione di poter contribuire a fornire alla nostra città un’opera bella e qualificante.

Mi è capitato di parlarne in un incontro istituzionale con l’omologo assessore della città di Vasto Vincenzo Sputare, amico ed ex collega arbitro con cui in passato abbiamo condiviso esperienze calcistiche, il quale non ha saputo nascondere una punta di invidia sapendo che Termoli avrebbe realizzato un’opera pubblica così particolare. La sua invidia è stato per me, che rappresentavo la nostra città, un motivo di orgoglio cittadino. Ricordo un torrido pomeriggio dell’estate 2006, nello studio senz’aria condizionata, quando l’arch. Di Paolo, da me sollecitato, mi presentava orgoglioso le tavole del suo progetto, rigorosamente redatto a mano, senza le tecniche moderne, in cui i dettagli si spingevano, come raramente accade, fino alla definizione del più piccolo particolare, finanche il serraggio dei bulloni inox al tavolato dei prendisole. “Assesso’ io amo questo progetto e lo voglio realizzare, non mi interessa la parcella, voglio lasciare una cosa bella a Termoli”. 

 Mi sarei aspettato un gesto di cortesia, un invito a presenziare, magari mi sarei posto anche in posizione defilata…invece niente, nelle foto immortalata anche qualche faccia che forse finora non sapeva neppure l’esistenza di quel intervento. Certo la sensibilità istituzionale non alberga al comune di Termoli. Te ne accorgi anche dalle mancate risposte al saluto quando ti rechi in municipio e ti senti “o scusa, ingegnè non ti avevo visto”. Quanto sono lontani gli speciosi “buon giorno assesso’!”…Ma è così, è la giostra della politica, forse della vita

Anch’egli voleva l’intervento prima di tutto per città. Da allora ci ha legati un complice desiderio ed insieme a lui, in qualche modo, ho sentito un pò mia quest’opera. Quanta tristezza la risoluzione contrattuale che ne ha ritardato ancora il suo completamento. Quindi il nuovo affidamento alla ditta De Francesco. “Francesco (nome del titolare), i lavori devono chiudersi entro maggio, mi raccomando, entro maggio aldilà dei vincoli contrattuali!” “Assesso’, sarà pronta per l’estate prossima!”.

Poi, ecco l’attento ambientalista dott. Leone: “Ma si rendono conto questi del grandissimo valore artistico del resto murale nella zona della cabina Enel?”…Lavori sospesi, Sopraintendenza, BB.AA., saggi, prove…risultato: vecchio rudere senza alcun valore che si sarebbe potuto valutare facilmente interpretando foto e notizie dei luoghi. Comunque tempo perso. Accadono le note vicende amministrative. La caduta dell’Amm.ne Greco, il Commissario Straordinario, la nuova Amm.ne Di Brino, in cui vengo eletto consigliere di minoranza.
17 luglio 2010: inaugurazione dell’opera. Per me è stato un momento di amarezza personale alleviata però dalla consapevolezza che si stava celebrando un momento particolare per la città, per i suoi cittadini e per i suoi ospiti che sono certo avranno cura e rispetto per l’opera.

Mi sarei aspettato un gesto di cortesia, un invito a presenziare, magari mi sarei posto anche in posizione defilata…invece niente, nelle foto immortalata anche qualche faccia che forse finora non sapeva neppure l’esistenza di quel intervento. Certo la sensibilità istituzionale non alberga al comune di Termoli. Te ne accorgi anche dalle mancate risposte al saluto quando ti rechi in municipio e ti senti “o scusa, ingegnè non ti avevo visto”. Quanto sono lontani gli speciosi “buon giorno assesso’!”…Ma è così, è la giostra della politica, forse della vita.

Mario Di Blasio