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Tremiti: Isola di San Nicola (Foto C.L.Smoke)ISOLE TREMITI _  “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico”. I versi di Giovanni Pascoli saltano alla mente, se procediamo a una rapida scorsa delle liste presentate per la votazione del 6-7 maggio qui alle Tremiti. Venticinque candidati emergenti, quattro dei quali aspirano alla carica di Sindaco.

Dovremmo trovarci tutti concordi nel riconoscere che la storia si ripete di continuo, con grigiore pressoché ossessivo, anche laddove si sbandiera con insistenza troppo ripetitiva il tema consueto della novità, del cambiamento, della proposta inedita. E’ un argomento che si rivela inutile pretesto, un noiosissimo “luogo comune” che vediamo emergere pure dal “logo” (mi si perdoni il bisticcio di parole) di alcune liste.

D’altra parte quale novità potrebbe partorire una piccola comunità di cinquecento anime? Ma in effetti, a cercar bene, qualcosa di nuovo (“anzi d’antico“) ci sarebbe: Peppino Calabrese figura soltanto come candidato consigliere, non più sindaco, perché così vuole la Legge. Inoltre sempre nella medesima lista ricompare, quasi “figliol prodigo”, il candidato consigliere Gennaro Attanasio, scherzosamente soprannominato da qualche allegro buontempone come “il principe di Capraia“, per via della casa che ha potuto costruirsi sull’isola disabitata.

Intanto la brace mai soffocata del dibattito intorno all’eterna polemica della cementificazione si riattizza in tutto il possibile splendore, rivelando che responsabili del probabile “assassinio” ambientale non ce ne dovrebbero essere affatto. Se proprio si volesse gettare la croce addosso a qualcuno, la propaganda provvede a creare un comodo bersaglio nella vittima sacrificale che permette a tutti gli altri protagonisti di rifugiarsi nel comodo limbo dell’impunità, in un comune lavacro elettorale. Eppure si dovrebbe rammentare quello che io stesso pubblicai ancora nel 2006 (sei anni sono trascorsi), laddove scrivevo testualmente:

“…un nutrito gruppo di abitanti del piccolo arcipelago, è sorto a contestare il nuovo progetto urbanistico (se così si può dire) delle isole Tremiti, nel quale avrebbe individuato il concreto rischio che una valanga di nuovo cemento vada in regalo alla speculazione edilizia. Già lo scorso 14 marzo (2006 ndr), essi hanno programmato unanimi – in evidente segno di spregio per la politica – di volersi astenere dal voto disertando i seggi elettorali.

ICrepuscolo a San Domino (Foto C.L.Smoke)n un proclama denso di autentica indignazione i contestatori hanno cercato di ammonire il resto della municipalità sul concreto pericolo del suddetto Piano regolatore che, qualora fosse attuato, potrebbe risolversi come strumento di definitiva metamorfosi delle Tremiti in un orrido esemplare di cementificazione.

In tal modo essi non hanno trascurato di sottolineare pubblicamente la mancanza di sensibilità ambientale da parte delle autorità che hanno presentato il piano regolatore delle Isole (soprattutto in virtù delle vistose modifiche che si sono volute apportare, senza alcuna motivazione ragionevole, al progetto preesistente), laddove il disegno incriminato dimostrerebbe di voler abbandonare la natura originaria del territorio a una preordinata aggressione edilizia, particolarmente invisa quale violenza alle peculiarità naturali del suolo.

Gli abitanti delle Tremiti si sentirebbero abbandonati anche dagli ambientalisti, ritenendoli da un lato apparentemente inflessibili nei confronti dei vincoli da rispettare per le manutenzioni ordinarie, mentre d’altro canto non s’impegnerebbero con serietà ad ostacolare un Piano edilizio che spaventa per gli effetti deteriori denunciati da parte della cittadinanza. Infatti, se dobbiamo prestar fede alle motivazioni dell’accorata protesta, esso consentirà alla speculazione venale d’infliggere un colpo mortale all’integrità del territorio. Un macroscopico agglomerato costituito da blocchi di cemento armato dovrebbe alla fine soffocare la natura originaria delle incantevoli isole, liquidandola forse senza scampo”.

Non era una profezia di Cassandra (che peraltro, come la storia insegna, aveva sempre ragione), ma fedele resoconto della realtà quotidiana.

Tornando al “comodo bersaglio” di cui scrivevo sopra, si avverte serpeggiare fra le chiacchiere di abili “cecchini” un frettoloso addebito di colpa alla Dr. Carmela Palumbo, che ha in effetti preannunciato la vendita all’incanto di 4 ettari di appezzamenti, divenuti terreni edificabili grazie a una sentenza del TAR.

Senonché, venendo ai fatti concreti, è fondamentale tuttavia sottolineare un particolare decisivo: la variante al piano regolatore che autorizza la lottizzazione in oggetto dovrebbe risalire al periodo della precedente gestione Calabrese. Ugualmente non andrebbe sottaciuto che la sentenza è passata in giudicato perché, se non mi hanno informato male, nell’ultima udienza davanti al TAR i rappresentanti del Comune Isole Tremiti – anomalia secondo me gravissima – non si sarebbero neppure costituiti. Carini, vero?

La Dr. Palumbo ha detto chiaramente che il progetto di vendita all’asta non è stato certo deciso autonomamente da lei, ma è risultanza dell’aperto dibattito svoltosi all’interno di un incontro pubblico cui hanno preso parte le forze politiche nonché rappresentanti della comunità. “Non solo non si è udito sollevare alcuna eccezione – ha spiegato la Commissaria riassumendone un resoconto -, anzi mi sono vista chiaramente sollecitare con l’invito ad attuare la procedura necessaria perché fossi io a fare tutto prima di cessare il commissariamento, e passare quindi le redini alla nuova amministrazione“.

In pratica i residenti (politici e non) l’avrebbero incaricata più o meno così: vai, vendi e lascia a noi il ricavato. Fortunatamente però, “c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole“.

Dall’autorità territoriale competente è arrivato lo stop. Già lunedì scorso la Dr. AngelaDiomede, il guardiano (Foto C.L.Smoke) Barbanente, assessora all’Urbanistica per la Regione Puglia, ha inviato una lettera a Carmela Palumbo con l’invito a bloccare la procedura. Barbanente ha tenuto a motivare con precisione il proprio giudizio d’illegalità in merito a un’eventuale vendita all’incanto, dichiarando testualmente: «Quello che si vuol fare alle Tremiti è illegale. E l’abbiamo scritto nero su bianco …. in una nota inviata alla commissaria prefettizia, dopo aver appreso dell’annuncio dell’asta». Nel documento indirizzato all’attenzione del viceprefetto Palumbo, commissaria straordinaria del Comune Isole Tremiti, la scrivente ha ricordato infatti come i suoli che si vorrebbe mettere all’asta rientrino nel Piano di edilizia popolare già redatto anni addietro dai competenti organismi della Regione stessa.

«È illegale vendere quei terreni – ha rincarato la Dr. Barbanente – “su quella zona è già predisposto da un nostro architetto il progetto urbanistico che riguarda l’edilizia per fini sociali, appunto legata al fabbisogno della popolazione locale. Tutto ciò che non rientra in questo piano regionale non può essere ammesso. Figuriamoci la vendita all’asta». Barbanente ha sottolineato inoltre che l’area specifica risulta soggetta a vincoli ben definiti, «proprio perché rientra in una zona di alto interesse pubblico».

Ma davvero la Regione ha bloccato in tal modo l’intenzione di Carmela Palumbo di vendere i terreni delle Tremiti, a San Domino e a San Nicola, per complessivi 4 ettari? A questo punto rimarrebbe d’obbligo attendere il 26 aprile, termine già programmato per l’asta presso la sede municipale delle Isole Tremiti.