
Situazione che oggi ci troviamo nuovamente ad afforntare se è vero che tra sei mesi ed in modo graduale potrebbero essere soppressi reparti come Ginecologia, Pediatria, Otorino e Urologia. Certo è vero che bisogna provvedere ad una razionalizzazione dell’offerta sanitaria in Molise, ma è anche vero che per procedere alla stessa bisogna considerare le situazioni locali in concreto. Ovvero si ribadisce che il centro ospedaliero termolese in virtù della sua posizione strategica sul territorio non dovrebbe subire nessun taglio.
Anzi, l’attività ospedaliera del San Timoteo dovrebbe essere implementata e potenziata sotto il profilo delle emergenze proprio perché si trova ubicato in una zona cosiddetta di frontiera ed al centro delle principali arterie infrastrutturali e raggiungendo numeri elevati di utenza durante i mesi estivi per la frequentazione turistica.
Si ribadisce quindi, non per un profilo di natura campanilistica, bensì per ragioni decisamente obiettive l’importanza della considerazione dei servizi sanitari che sul territorio devono essere garantiti a tutti i cittadini nella loro interezza e questo in ossequio al puntuale disposto normativo contenuto nella Costituzione all’articolo 32: Il diritto alla salute. Pertanto torno a sollecitare gli organi regionali competenti ed in particolar modo il consiglio regionale tutto a voler affrontare di petto ed una volta per tutte tale situazione per evitare di far decidere la gestione e l’offerta sanitaria molisana da tavoli governativi”.
Il consigliere comunale Michele Marone