TERMOLI – Mentre si era in trepida attesa della ripresa, anche e soprattutto nel Molise, delle attività politiche ed amministrative dopo la pausa estiva, è giunta la crisi con la caduta dell’amministrazione del Sindaco Brasiello di Isernia. Già grande preoccupazione induceva sul futuro andamento del lavori per la verifica politica-amministrativa a metà consiliatura regionale come stabilito dallo Statuto. Da qualche tempo si registra calma e silenzio, forse per non creare problemi a chi di “dovere”, dalla maggior parte dei consiglieri regionali, sia di maggioranza che di minoranza, su argomenti di primaria importanza (aziende partecipate, sanità, trasporti, ..), quasi impegnati essenzialmente al proprio posizionamento per garantirsi la conferma e/o conquista di: assessorato, presidenza, segreteria, …. Ci mancava anche la caduta dell’amministrazione di Isernia, tra le pietre miliari del centrosinistra, conquistata nel 2013 unitamente alla Regione Molise con il Presidente Frattura, per poi aggiungersi Campobasso, capoluogo di regione, e Termoli, seconda città del Molise. Considerato l’importanza che riveste la Città di Isernia, essendo capoluogo di provincia e terza città del Molise per popolazione, non è da escludere che quanto accaduto possa generare un effetto “tsunami” sulle altre principali amministrazioni, con forti danni sull’aspetto economico ed occupazionale per l’intero Molise.















