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Video intervista.

Di Brino in conferenza stampa

Già pronta composizione consiglio comunale. Al Pdl 19 consiglieri più i tre dei Popolari Liberali con Di Giandomenico. Monaco in caso di apparentamento con il Pd avrebbe 8 consiglieri. Di Brino: “Monaco se fosse eletto Sindaco non avrebbe la maggioranza in Consiglio comunale e non potrebbe governare la città. Saremo alla paralisi totale dopo i disastri di Greco”

TERMOLI _ “Voglio ringraziare tutti gli elettori termolesi che con la loro grande partecipazione al voto hanno dimostrato amore e attenzione per la nostra città. Ringrazio davvero tutti, chi ha scelto di sostenermi, chi ha scelto di sostenere solo le 10 liste del centrodestra, chi ha scelto altri candidati sindaci e altre liste. E a tutti loro mi rivolgo con queste brevi considerazioni. La città ha deciso in modo inequivocabile la sua maggioranza e un nuovo progetto di città: quello che io e la nostra coalizione abbiamo presentato. Ha espresso un giudizio netto e fermo sulla drammatica esperienza dell’Amministrazione Greco e sulle liste e le persone che di quel progetto rappresentano la chiara prosecuzione. Il Consiglio Comunale è già formato, cristallizzato in modo definitivo.

Il ballottaggio non avrà e non potrà avere comunque nessun effetto sulla composizione del Consiglio. C’è già una maggioranza netta e schiacciante composta da ben 19 consiglieri di centrodestra. Le liste che appoggiano Filippo Monaco hanno solo uno sparuto gruppo di consiglieri e nessun premio di maggioranza potrà essere mai assegnato loro, come erroneamente affermato da alcuni esponenti del centrosinistra nelle ore dello spoglio. Se anche il PD sostenesse Monaco al ballottaggio egli potrebbe contare solo su 8 consiglieri. Dunque al ballottaggio scegliere Monaco significa scegliere l’ingovernabilità della città, l’inevitabile e immediato scioglimento del Consiglio Comunale, un anno di commissariamento e nuove elezioni.

Altro che “Anatra zoppa”, uno Tsunami che Termoli davvero non si può permettere. Ma questa è solo una riflessione di natura tecnica, che certamente ha il suo valore politico, ma non sarà il cuore della nostra campagna elettorale. Termoli deve attribuire una forte legittimazione al suo futuro Sindaco, che vada oltre quella che considero già importante del 45% assegnatami in prima battuta. Una maggioranza consiliare così forte ha bisogno di un Sindaco altrettanto forte e democraticamente legittimato.

Per questo mi impegnerò in questi giorni a recuperare il più ampio e anche trasversale consenso possibile; senza apparentamenti con alcuno, ma dialogando con tutti. Voglio essere il Sindaco di tutti i termolesi, alla guida di una maggioranza forte e coesa. Per realizzare l’impegni che ci siamo assunti davanti alla città occorre una coesione e una forza politica, appunto, che solo un Sindaco scelto e voluto dalla grande maggioranza della città può garantire, a vantaggio di tutti, minoranze comprese. Saranno giorni intensi

e febbrili, non dobbiamo abbassare la guardia, nonostante sia chiaro a tutti i termolesi che scelte diverse sarebbero suicide per lo sviluppo tanto atteso della città”.

“Spero di essere il sindaco di tutti _ ha detto ancora Di Brino _ sono una persona semplice ma nel contempo determinata a raggiungere gli obiettivi del programma per il rilancio di Termoli che ha bisogno di finanziamenti. Non ci dimentichiamo che le casse del Comune sono vuote e che per coprire parte del grosso buco, la precedente amministrazione comunale ha svenduto il territorio a Sorgenia per 4 milioni di euro con un accordo peggiorativo rispetto a quello già stipulato in precedenza dall’allora sindaco Di Giandomenico. Su questo punto sono convinto che si possano riprendere i termini di quell’intesa per dare un ristoro ambientale alla città ed anche maggiori sconti sull’energia”.

Per quanto riguarda la questione dell’apparentamento con Di Giandomenico, Di Brino ha lanciato oggi un messaggio chiaro all’ex sindaco: “Spero che i votanti delle due liste Popolari Liberali e Termoli Giovane mi possano appoggiare al ballottagio visto che si tratta di un elettorato di centro destra”.