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Antonio Giordano, l’Arte di fare Arte“: dal 28 febbraio al 13 marzo 2026, la Nuova Officina Solare Arte Contemporanea di Termoli ospita la mostra a cura di Nino Barone dedicata all’esponente della Transavanguardia italiana.

TERMOLI – Dal 28 febbraio al 13 marzo 2026, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 20.30, gli spazi della Nuova Officina Solare Arte Contemporanea in Corso Nazionale n°12 a Termoli ospitano la mostra dedicata all’artista molisano. A introdurre l’esposizione è il curatore dell’evento, Nino Barone: «L’intera opera di Antonio Giordano ci riporta, come in un viaggio spazio-temporale indietro nel tempo, nella terra idealizzata dell’antica Grecia, nel luogo mitico dove l’estetica concepiva la bellezza come armonia, proporzione simmetrica e ordine, strettamente legata al bene e alla virtù etica: una visione che gli consente di spaziare tra i molteplici linguaggi della figurazione con acume e disinvoltura recuperando e sviluppando ecletticamente conoscenze formali che vanno dall’arte classica all’Arts and Crafts. Da eccellente scultore qual è stato non poteva non cogliere la matrice classica che tuttora è alla base di tutta la ricerca artistica finalizzata alla manifestazione della bellezza come emblema per una società migliore felice e solidale. La sua formazione alla Scuola del Marmo a Carrara si può riconoscere come la matrice generatrice di tutta la sua scultura rivolta alla conquista dell’equilibrio e dell’armonia delle forme. Questa concezione del suo fare artistico, consentita anche dalla conoscenza empirica di una eccellente tecnica operativa, rientra a pieno titolo nella condizione di frammentarietà dell’individuo, espressa dalla filosofia postmoderna, dove ogni opera è una creazione unica ricca di elementi eterogenei che esaltano la creatività personale. Sono i paradigmi operativi del nomadismo culturale che si è affermato negli anni Ottanta e Novanta nella civiltà italiana, che Antonio Giordano sperimenta costantemente nei diversi ambiti, dall’arte applicata alla scultura, liberandosi coscienziosamente dal preconcetto di appartenere a scuole o a stili, scegliendo la manifestazione soggettivistica della creatività reinventando gli elementi formali conosciuti in nuove forme. Nel complesso l’opera di Antonio Giordano, per la sua peculiare caratteristica, si colloca a pieno titolo nell’esperienza della Transavanguardia italiana che promulga un’arte scevra dalla società convenzionale, ma generata dalle singolarità del genius loci regionale, arte che vuole distinguersi e sottrarsi all’omologazione dai linguaggi artistici della globalizzazione. In questa mostra sono esposte opere apparentemente diverse per ideazione e linguaggio artistico, che evidenziano in modo inequivocabile la qualità creativa di Antonio Giordano: il bozzetto in creta per la scultura di un monumento, i disegni preparatori per delle vetrate, la pitto-scultura della testa di Venere che sorge dalle onde sono la manifestazione evidente della mirabile tecnica, non solo artigianale, che ha appreso studiando il Neoclassicismo e gli artisti di fine Ottocento maturando un linguaggio formale proprio e contemporaneo. In questo contesto, notevoli sono le sculture parietali che integrano, in una struttura a cassonetto, teste di figure mitologiche prevalentemente femminili con volumi di solidi diversamente orientati che richiamano alla memoria l’equilibrio cosmico dell’aurea proporzione. Questa mostra, certamente non esaustiva, è un omaggio ad Antonio Giordano, un artista completo ed efficace divulgatore di cultura, che ha tratto la sua energia vitale dal territorio molisano in cui ha vissuto e operato, che ha lasciato ai conterranei un notevole bagaglio di bellezza e umanità».

Nato a Santa Croce di Magliano (CB), Antonio Giordano (1943-2013) è stato uno scultore e pittore esponente di spicco della Transavanguardia. Fin da giovane si dedica alla scultura nel laboratorio del padre, lavorando materiali come pietra, marmo e legno. Si forma artisticamente al Liceo Artistico di Carrara e alla Scuola del Marmo della stessa città, sotto la guida di illustri docenti tra cui lo scultore Isoppi. Come docente di discipline artistiche, ha sperimentato attività di cinema di animazione e di foto-pittura, pubblicate nei servizi televisivi di Rai Tre per il programma La Scuola si aggiorna – Dipartimento Scuola Educazione. Nell’ultima parte della sua carriera, si è dedicato a progetti di design e alla sperimentazione fotografica attraverso la progettazione e realizzazione di scanner camera e banchi ottici. Le sue opere, oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private, gli sono valse importanti riconoscimenti nel corso degli anni: tra questi figurano il secondo premio al Concorso d’Arte Figurativa di Carrara nel 1964, il primo premio ex aequo alla Mostra d’Arte Molisana di Larino nel 1966, e il primo premio all’Estemporanea di Pittura di Termoli nel 1971. A questi si aggiungono la medaglia d’argento al Premio Primavera di Foggia nel 1972 e la medaglia vermeille alla Mostra Nazionale d’Arte Religiosa “Beato Angelico da Taranto” nel 1977.

Il suo percorso espositivo è costellato di partecipazioni a mostre nazionali e internazionali di grande rilievo. Tra le tappe principali della sua carriera si ricordano le esposizioni alla Galleria Magna Grecia di Taranto (1971), l’Art Meeting (1978), il Premio Castello Svevo (1983) e la Mostra d’arte sacra (1988) a Termoli. Nel decennio successivo ha esposto a Bologna con Cover, Il Campo delle Fragole (1997), Guernica (1999) e Lo specchio di Venere (2001). L’artista ha inoltre varcato i confini regionali e nazionali partecipando a Crossover tra Freiburg, Bologna e Santa Croce di Magliano (1998), e a Strawberry Field Forever a Trento (1998), città in cui è tornato anche nel 2001 presso la Galleria d’Arte Il Cenacolo. La sua terra d’origine lo ha celebrato anche per il Giubileo del 2000 nella Chiesa di Sant’Anna a Termoli e in mostre del 2002 a Campobasso, come Rappresentazione continua, il segno e l’energia e Il giardino dei pensieri presso la Galleria Limiti Inchiusi Arte Contemporanea.

La rilevanza e l’impatto della produzione artistica di Giordano sono ampiamente documentati in numerose pubblicazioni e cataloghi d’arte. Il suo nome compare in volumi storici come Arte italiana per il mondo a cura di Dino Campini (1970) e il Catalogo Nazionale Bolaffi della scultura (1976). Il suo lavoro è stato analizzato attraverso le presentazioni in catalogo e gli scritti critici di P. Mandrillo (1971), M. Stromillo nell’ambito del “Gruppo Maestri Molisani” (1974), G. Peluso (1976), G. De Gregorio (1980) e H. Orlando (1983). La sua figura è stata inoltre storicizzata in testi fondamentali per l’arte del territorio e non solo, come La pittura molisana rivolta all’Europa di A. Pace (1988), Molisani di B. Bertolini e R. Frattolillo (1988), Crossover di Fabìola Naldi (1988), Di Cronaca e Critica di L. Mastropaolo (1994) e Contemporanea, Appunti per una storia delle arti visive nel Molise dal 1945 al 1992 a cura di M. Bignardi (1997).