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Ripresentato alla Torretta Belvedere il “Piano Città degli Immobili Pubblici, firmato lo scorso 23 dicembre e già illustrato in una conferenza stampa in Comune: un accordo tra Stato, Comune ed enti del territorio per rigenerare gli spazi pubblici tra sostenibilità, cultura e innovazione.

Piano Città Termoli: al via il progetto di rigenerazione urbana

TERMOLI – Giovedì 2 luglio, alle ore 18, la Torretta Belvedere ha ospitato l’incontro “Termoli partecipa – Idee e priorità per il Piano Città”, con una partecipazione di cittadini piuttosto scarsa nonostante il tema al centro del confronto: il futuro degli immobili pubblici della città. C’erano il Direttore generale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio Caterina Micossi, il vicedirettore Daniela Piscolla, il Sindaco Nicola Balice e i rappresentanti della Regione Molise.

Sul tavolo, cinque questioni che da tempo aspettano una risposta: il futuro dell’ex Istituto Nautico, le aree patrimoniali a nord e sud della città, la rigenerazione di immobili pubblici oggi sottoutilizzati, i servizi pubblici sul territorio e le aree retroportuali.

Il Piano parte da un’idea semplice: mettere insieme, sotto un’unica gestione, gli immobili di Comune e Stato, e collegarli con percorsi pedonali e ciclabili lungo il fronte mare. Per farlo è stato istituito un tavolo tecnico, che dovrà censire l’uso attuale degli edifici, individuare nuove destinazioni e far parlare tra loro le diverse amministrazioni – comunali e statali – che finora hanno gestito il patrimonio ciascuna per conto proprio.

Cinque, di conseguenza, anche gli assi su cui si muove il progetto: ridurre il consumo di suolo riusando ciò che già esiste; valorizzare gli edifici di interesse storico e culturale, per un centro storico più vivibile; proteggere il waterfront e i trabocchi con nuove piste ciclopedonali e spazi verdi; ricucire lungomare nord, lungomare sud e porto in un unico sistema costiero; rafforzare i servizi culturali e di prossimità, anche come leva di sicurezza urbana.

L’incontro di giovedì non nasce dal nulla: arriva dopo la firma del protocollo, il 23 dicembre scorso, e una prima conferenza stampa tenuta in Comune nelle settimane successive. Il Piano, va detto, resta un cantiere aperto – può ancora cambiare, fatta eccezione per gli interventi già decisi.

Per il Comune c’erano il sindaco Nicola Balice, il dirigente Ulisse Fabbricatore ed Elisabetta Canonino. Per l’Agenzia del Demanio, oltre alla direttrice Caterina Micossi, sono intervenuti Giuseppe Santoro, responsabile Servizi Territoriali, e Giuseppe Di Criscio, project manager del Piano Città per Termoli.

Tra gli interventi già definiti: l’ex Istituto Nautico diventerà un polo culturale con teatro e biblioteca; l’ex caserma della Guardia di Finanza sarà recuperata, con la nuova sede prevista in via Firenze; l’area Aspi di Rio Vivo, oggi dismessa, ospiterà la nuova sede dei Vigili del Fuoco. In programma anche l’adeguamento della Capitaneria di Porto e gli interventi sul lungomare nord-sud, trabucchi compresi.

Il Sindaco Nicola Balice ha inquadrato il Piano nel percorso più ampio di sviluppo urbanistico della città: “Piano città è uno strumento di rigenerazione urbana importantissimo. Abbiamo sottoscritto il protocollo con Agenzia del Demanio e stanno progettando. Chiaramente le priorità le abbiamo stabilite e condivise e siamo partiti dalla progettazione di quello che sarà il teatro al posto dell’Istituto Tecnico Nautico e poi passiamo anche alla rigenerazione urbana che partirà dal litorale nord… Rappresenta l’evoluzione della città, rappresenta quel passo in avanti che Termoli era pronta a fare già da qualche tempo e che abbiamo poi cristallizzato ratificando il protocollo d’intesa. […] Immagino una Termoli che mantiene la sua memoria per entrare nel futuro a gamba tesa e, nello stesso tempo, immagino una Termoli che i turisti e i residenti vedranno sempre nel modo tradizionale, ma più sostenibile e innovata.”

Piano Città Termoli: al via il progetto di rigenerazione urbana

Giuseppe Santoro, responsabile Servizi Territoriali dell’Agenzia del Demanio, ha spiegato il metodo di lavoro tra gli enti: “Questo è un momento di ascolto della cittadinanza, degli interessati, degli stakeholder a questo Piano Città, che è un po’ questa visione della città per i prossimi 10 anni. L’innovazione del Piano Città è quella di integrare i patrimoni pubblici. I patrimoni pubblici non solo, quindi, gli immobili pubblici, non solo quindi quelli comunali, ma anche quelli dello Stato… In sintesi è un’integrazione dei patrimoni pubblici ed è un’integrazione anche delle esigenze: le esigenze della comunità che vengono riportate e le esigenze dello Stato che vengono riportate sempre nel piano.”

Santoro ha poi aggiunto: “Termoli vi devo dire è uno dei pochi comuni che non è capoluogo di provincia dove noi invece siamo riusciti a siglare questo accordo storico. Dove quindi viene integrato sia il patrimonio pubblico, come beni disponibili da rendere fruibili, e integrare le esigenze dell’ente territoriale comune con quelle che sono le esigenze governate dello Stato italiano. Quindi vanno a integrarsi in una matrice… ci sono dei tavoli tecnici che si stanno riunendo costantemente, puntualmente, per analizzare ogni tipo di aspetto e cominciare ad entrare proprio nello specifico con progettazioni specifiche.”

Ha quindi spiegato, con un esempio concreto, il meccanismo di scambio tra Stato e Comune“Come si fa questo tipo di operazione? È banale. Se al Comune di Termoli serve un’area demaniale, quindi dello Stato, per un’esigenza che viene da… esigenze culturali, a esigenze di inclusione, eccetera, lo Stato le mette a disposizione e, in cambio, chiede al Comune di Termoli magari la disponibilità di ulteriori spazi per andare a risolvere delle carenze strutturali che magari abbiamo in città. Ad esempio la caserma della Guardia di Finanza che è molto, molto stretta lì dove si trova. Ovvero la nuova caserma dei Vigili del Fuoco. Tutto questo viene integrato con un’ottica green, un’ottica moderna e sostenibile.”

Santoro si è infine soffermato sull’ex Istituto Nautico, il progetto che più ha catturato l’attenzione della sala: “Tra queste spicca il Nautico. L’ex istituto Nautico, dove da quello che abbiamo ascoltato c’è necessità di destagionalizzare le attività anche culturali in città e quindi trasformare l’ex Istituto Nautico in un luogo di aggregazione, sia come biblioteca e sia come teatro, piccolo teatro. In questo l’Agenzia del Demanio si sta dando da fare, sta aiutando quindi il Comune di Termoli, e vi dico che è riuscita ad appostare probabilmente una bella cifra per andare a sostenere completamente la progettazione che partirà fra qualche settimana per appunto ristrutturare, riqualificare l’ex istituto nautico.”

Piano Città Termoli: al via il progetto di rigenerazione urbana

A chiudere il quadro, Caterina Micossi, Direttore Regionale Molise-Abruzzo dell’Agenzia del Demanio, ha riassunto il cambio di prospettiva che sta dietro lo strumento: Il Piano Città è uno strumento eccezionale… È un metodo per definire quelle che sono le finalizzazioni degli immobili pubblici, quindi è un sistema, e non soltanto di collegamento tra i vari siti, i vari immobili dello Stato e immobili del Comune o delle altre enti pubblici, ma è un sistema che mette a contatto le istituzioni, il territorio, per un interesse comune che è, appunto, la ripresa del territorio e lo sviluppo del territorio. Quindi non si vede più una gestione degli immobili pubblici finalizzata esclusivamente a una conservazione dell’immobile, ma rendere l’immobile a garanzia della collettività e del territorio.”