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RomagnuoLommano
A sinistra Aida Romagnuolo

CAMPOBASSO – Finalmente. Con la mia mozione approvata  a maggioranza in  Consiglio Regionale che ringrazio, ho chiesto al Presidente della Regione Toma di interessarsi con la massima urgenza presso le strutture competenti, di provvedere ad un accreditamento anche provvisorio di centri presenti sul territorio, per venire incontro alle esigenze non più differibili sul gravissimo problema dell’autismo nel Molise. Questo, perché sono state tantissime le sollecitazioni che ho ricevuto da parte di  genitori molisani con bambini affetti da autismo che, in più occasioni, hanno manifestato le difficoltà, le sofferenze, le paure e le angosce. Ormai non possiamo più attendere.”

È quanto dichiarato da Aida Romagnuolo di Prima il Molise. Le nostre strutture sanitarie molisane – ha continuato Romagnuolo – non riescono a dare risposte alle famiglie che si vedono costretti a rivolgersi in centri ubicati in altre Regioni con tutte le difficoltà organizzative, di costi e di rapporti sociali che ne derivano, nonostante il Basso Molise vanti uno dei migliori centri in Italia diurni e notturni in attesa di accredito.

Queste famiglieha proseguito Romagnuolo – hanno necessità di disporre di una rete di servizi accessibili sin dai primi anni di vita del bambino e che tali servizi, dovrebbero offrire un supporto medico psicologico ed educativo in modo da provvedere ad una diagnosi accurata, ad una valutazione funzionale e ad un servizio di consulenza formativa che sia di aiuto alle stesse nel fornire precocemente, una valutazione neurologica e psicologica, ma anche capace di elaborare un piano di intervento individuale. Sogno un Molise diverso, vicino a queste famiglie – ha concluso Romagnuoloperché l’autismo è un disturbo caratterizzato dal mancato sviluppo di relazioni sociali e affettive, da difficoltà nell’uso del linguaggio, apatia, ripetitività nei giochi e rigidità nei movimenti e caratterizzato, dalla perdita del contatto con la realtà e la corrispondente costruzione di una vita interiore propria, che viene anteposta alla realtà stessa.

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