La benedizione di Monsignor Gianfranco De Luca della Campana di san Giuseppe

GUARDIALFIERA – Dopo le polemiche, di alcuni,  che hanno visto al centro della discussione, la donazione di Vittorio Feltri, proprio per la realizzazione della nuova campana a seguito del danneggiamento della campana più antica al mondo ancora tintinnante, il 24 maggio, presso la Cattedrale “ Santa Maria Assunta “, non a caso il giorno dell’Ascensione del  Signore , «Poi [Gesù] li condusse fuori [i discepoli] verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.»   (Luca 24,50-53), il Vescovo, SE Mons. De Luca, alla presenza del Parroco Don Antonio Antenucci,  parte dell’amministrazione Comunale con il Sindaco Vincenzo Tozzi, i membri del Comitato promotore, il Presidente  in carica del Centro Studi Molise N. Perrazzelli Giovanni Di Risio, il Presidente Onorario Vincenzo Di Sabato, le Autorità Militari e di pochi fedeli, a causa delle imposizioni previste dal DPCM per il distanziamento sociale , ha impartito la benedizione delle mani sull’opera d’arte fusa dalla Fonderia Marinelli di Agnone, presente con i titolari Armando Marinelli e Paola Patriarca Marinelli.

Nel non voler entrare in merito alle polemiche o alla figura di Vittorio Feltri, ricordando che la Campana, come dichiara Giovannino Di Risio, presidente del Centro Studi, si è potuta concretizzare grazie ad una raccolta fondi iniziata dalla Parrocchia e dal Comitato ma, viste le cifre un tantino improbe, è stato necessario estendere la richiesta di donazione a tutti i guardiesi nel Mondo , ad enti ed istituzioni, a privati e tutti coloro che hanno nel tempo dimostrato vicinanza a Guardialfiera , come S.E.  Mons. Leo Boccardi , arcivescovo e attuale Nunzio Apostolico in Tehran , che nel suo messaggio di augurio ha dichiarato «La stola d’oro del 600, che ho regalato alla Cattedrale, è molto più preziosa del dono per la Campana !! La indosserò la prima volta che torno…accolto dal suono della Campana di San Giuseppe», e la donazione di Vittorio Feltri, intesa in tal senso, ha assunto un carattere tale da poter permettere altri progetti, sempre con il supporto dei cittadini residenti e presenti nel mondo che vorranno contribuire alla realizzazione , finalmente, di una Porta Santa degna del suo incredibile valore religioso. Ma, l’aspetto economico e donativo è influente sull’opera realizzata dalla Fonderia e su tale vogliamo porre l’accento.

La Campana giunta a Guardialfiera il venerdì 22 maggio, è stata fusa presso la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, lo scorso febbraio ed è lì che, nel sacro istante della fusione del bronzo, aveva ricevuto la prima benedizione dal Parroco Don Antonio Antenucci, alla presenza della commissione promotrice. Il 24 maggio, nella Cattedrale “Santa Maria Assunta “ ha ricevuto il suo battesimo per mano del vescovo Mons. Gianfranco De Luca.

La Campana, del peso di 300 chili e dal diametro di 75 cm. , completa in senso armonico il prezioso concerto presente in cima all’antica torre. Nel sostituire la campana tintinnante più antica del Mondo, integra e completa l’altra di due quintali voluta da Caterina Caluori , tornata appositamente dagli Stati Uniti nel 1954, anno Mariano, per comporre il dono della “San Gaudenzio“, fusa nel Borgo di Agnone nel 1558. Si aggiunse al campanone di 13 qli colato nel 1928 in memoria di quei giovani costruttori del Campanile, caduti con altri concittadini, nella 1ª Guerra Mondiale.

La Campana di San Giuseppe, in tonalità SI, oltre ad avere il suono limpido e perfetto, è straordinaria nella sua bellezza.  Ogni decoro è frutto di ricerca ed attenzione. Risulta pertinente al luogo da cui la campana espanderà richiami di comunione e Pace. Essa reca sulla facciata principale, l’effige di San Giuseppe tratta dalla venerata statua locale del Di Zinno. Sul lato opposto è riprodotto il bellissimo ostensorio conservato in Cattedrale che ricorda “ largita” da Papa Gregorio XIII alla Confraternita del Sacramento nel cui ricordo venne fusa,  la campana del 1598. Lateralmente sono presenti gli stemmi di Papa Francesco, del Vescovo, del Parroco e del Comune di Guardialfiera. Personalizzano il bronzo le due fasce ornamentali poste in alto ed alla base. Esse ripropongono, in sequenza, decine di decori lapidei inclusi nei paramenti murari della Cattedrale, soprattutto in quella che, probabilmente, doveva essere la facciata del templio originario.

Qui si apre un piccolo varco verso la Prima Porta Santa della Cristianità al Mondo, istituita da Papa Leone IX nel 1053. Si tratta di bassorilievi, talvolta enigmatici, che oltre a riprodurre simboli e passaggi della Chiesa di Roma ( le Croci, le Vite, gli Animali acquatici, l’Agnello crucifero, i prelati ),mostrano scene di caccia e raccolto, con l’alternanza di fauna locale, esotica e fantastica. Talvolta da queste mura parlanti, quasi come bestiole, emergono volti misteriosi a controllo del borgo e della Cattedrale.

Percorrerne tutto intorno il perimetro alla ricerca di queste pietre distribuite fino alla sommità delle mura, è un’esperienza emotiva di gran afflato. Molte di esse sembrano usate solo a scopo strutturale, non ornamentale, ruotate casualmente a riempire spazi costruttivi. Altre, invece, seguono una sequenza logica con una chiave di lettura, in senso liturgico. Non è stabilita la loro provenienza come prezioso materiale di spoglio ma, si suppone, il riutilizzo di pietre provenienti, forse, da una precedente architettura anteriore all’anno 1000, innalzata su quella medesima muratura, all’apice del borgo. La scultrice Paola Patriarca Marinelli, le ha individuate e riportate nella cera per essere immortalate nel bronzo come nella pietra. Continueranno ad incrementare il mistero delle “mura parlanti della Cattedrale”.

Che la Campana con il suo mirar l’Eterno e con il magico Canto, renda la Pace e la Serenità ad uno dei Borghi più belli e pieni di “ Vera “ storia del Molise;  che suoni a distesa nel portar genti e doni di puro Amore all’Altar del Signore.