CAMPOBASSO _ “E’ vero: la Prima Commissione consiliare ha licenziato il Bilancio Consuntivo 2010 con i soli voti della maggioranza. E’ vero, assessore Vitagliano: come componenti di minoranza abbiamo abbandonato i lavori della seduta consiliare. Colpa nostra che non abbiamo saputo cogliere le peculiarità della sua esaustiva relazione, di un documento contabile puntuale, in ordine e completo in ogni sua parte. Come ogni buon padre di famiglia e al pari degli statisti lungimiranti – Lei ha tenuto in ordine entrate ed uscite ed ha programmato spese ed investimenti in maniera corretta. Avendo a cuore le risposte da dare a migliaia di famiglie che attendono il pagamento dei servizi erogati, dei beni forniti, dell’opera prestata, è riuscito persino nel miracolo: dopo solo anno ha portato all’attenzione della Commissione il Bilancio consuntivo del 2010!

Tempestività nelle azioni e nelle risposte da dare a chi, giustamente, le reclama. Ecco quello che non siamo riusciti a leggere nel documento che non abbiamo votato. Non solo: non abbiamo compreso, e anche di questo ci scusiamo, la portata della sua iniziativa politico-finanziaria rispetto ai destini di centinaia di fornitori di beni e servizi. Un anno di attesa per il pagamento delle forniture e di beni e servizi, 866 giorni ‘appena’ per quelli che sostengono le attività sanitarie regionali: numeri che parlano da soli, nella loro fredda evidenza. Che significano, concretamente, attenzione, rigore e puntualità delle politiche messe in atto. I principi ispiratori che hanno sempre guidato – in questi lunghi dieci anni – le attività finanziarie e di programmazione della nostra Regione e di cui l’assessore ha l’onore e l’onere di occuparsi, così brillantemente, da sempre.

Non possiamo che accettare, quindi, cospargendoci il capo di cenere, i richiami che l’assessore muove alla minoranza consiliare, quella che – come rimarca – fa solo squallido ostruzionismo. Grazie all’Esecutivo di cui Lei fa parte fin dalla notte dei tempi, in Molise tutto fila liscio come l’olio. Se qualche intoppo si dovesse paventare sul cammino spedito di questa nuova legislatura, sarà addebitabile solo alla minoranza colpevole di non aver saputo leggere i documenti finanziari, di non aver individuato negli stessi i principi di buona amministrazione, di non aver trovato i bilanci di alcune società partecipate e di alcune aziende regionali, di non aver voluto avallare un documento finanziario con solo un anno di ritardo, che parla esclusivamente di sprechi e di scelte colpevoli. Le stesse che ci hanno ‘consegnato’ un Molise diverso, che ha tanta voglia di alzare la testa”.

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3 Commenti

  1. Zebedeo ha ragione solo in parte. Meno retorica ma….. non critiche ma FATTI. RIDUCETEVI i vostri stipendi e poi possiamo credere che siete diversi da quelli del centro DX…. altrimenti siete tutti uguali e i vostri interventi servono solo a tenere contenti quelli che vi votano senza capire che in Molise non c’è vera alternativa ma solo chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere. Rendetevi credibili con fatti concreti ed interventi importanti sulle vostre indennità, vitalizi e rimborsi vari. Fate la differenza con i fatti e la gente vi seguirà….. altrimenti continuerà a scegliere ed a votare per l’originale e non per la fotocopia.

  2. x pensionato
    Sono d’accordo con pensionato. E’ una questione di principio. Il primo principio della Costituzione Italiana. … una repubblica fondata sul lavoro. Bisogna tornare a questo primo principio. I nostro benessere, la nostra vita, deve essere frutto del lavoro. Non si può accettare il principio di gente che vive con vitalizi, rendite, prebende o “consulenze” che sono la stessa cosa mascherata, senza il lavoro; come non si possono accettare pensioni che non siano frutto del contributo di una vita di lavoro. Si perchè esistono anche queste.
    Se si accetta l’idea che basta vincere la lotteria di una elezione regionale per vivere di rendita una vita, allora si ritorna al medioevo, ai principi e baroni, alle caste. Ai diritti ereditari, alla nobilità.
    Ogni euro dato deve essere un euro guadagnato. Questa è la civiltà democratica.
    Ogni euro di pensione deve essere un euro di contributi versati, questa è civiltà sindacale.
    Non di può e non di deve vivere sulle spalle degli altri, perché è immorale, è antidemocratico ed è incivile.
    Questo devono sapere i nostri politici i quali attualmente mangiano troppo e, così facendo, sottraggono il pane ai nostri figli.
    O si ravvedono o, mi dispiace per loro, ma finirà come sempre finiscono queste cose, con i forconi.