L’Azienda Sanitaria ufficializza il passo indietro del professionista. Immediata la dura reazione del Movimento 5 Stelle, che accusa la Direzione Generale di aver siglato l’accordo omettendo le necessarie verifiche amministrative.

CAMPOBASSO – ‘Azienda Sanitaria Regionale del Molise si ritrova senza il suo nuovo Direttore Sanitario. L’ASReM ha comunicato di aver ricevuto la nota ufficiale con cui il dottor Nicola Sebastiano Pio Rocchia rinuncia formalmente all’assunzione dell’incarico, che era previsto per il prossimo 4 giugno e formalizzato con la deliberazione del Direttore Generale n. 944 del 29 maggio 2026.
Il professionista, attualmente alla guida dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’ospedale ‘San Timoteo’ di Termoli, ha spiegato le sue ragioni in una dichiarazione riportata dall’Azienda. Il Dr. Nicola Rocchia ha precisato: “«In primis – ha sottolineato – desidero ringraziare tutti coloro che dalla notizia della nomina, mi hanno chiamato e scritto, manifestando il loro apprezzamento e la stima nei miei confronti; per questo li informo che, così come avevo concordato con il Direttore Generale, avrei preso qualche giorno di riflessione prima di rendere operativo l’incarico da Direttore Sanitario, al fine di valutare ed esaminare a fondo ogni relativo aspetto, poiché per me sarebbe stato un impegno assai gravoso e di notevole sacrificio sotto ogni punto di vista. Ragion per cui dopo un’attenta riflessione avvenuta in questi ultimi giorni, ho deciso di rinunciare all’incarico non sussistendo i requisiti e le condizioni opportune per assumerlo. Detto questo, continuerò il mio lavoro, così come ho sempre fatto fino ad ora, garantendo impegno, dedizione ed abnegazione, nell’auspicio di poter essere ancora utile alla collettività. Infine – ha concluso il dott. Rocchia – ringrazio la Dirigenza ASREM per la fiducia e la stima che mi ha accordato»”.
La Direzione Generale dell’ASReM e la Direzione Amministrativa (guidata dalla dott.ssa Grazia Matarante) hanno preso atto della decisione con profondo rispetto per l’uomo e per il medico, assicurando al contempo la continuità strategica aziendale.

La rinuncia chiude la vicenda sul piano amministrativo, ma apre un duro scontro politico. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Sala della Biblioteca del Consiglio Regionale di Campobasso, il consigliere regionale M5S Roberto Gravina ha sollevato pesanti interrogativi sulle procedure adottate dalla dirigenza. “«La responsabilità di quanto accaduto è della Direzione Generale. Il contratto era già sottoscritto e le verifiche non erano state fatte»”, ha specificato in apertura.
Il nodo, secondo il portavoce pentastellato, risiede proprio nella delibera n. 944. Gravina ha evidenziato: “«C’è scritto nero su bianco che la verifica sulla sussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità sarebbe avvenuta all’atto della sottoscrizione del contratto. Il che significa che il contratto era già stato sottoscritto. E le verifiche non erano state fatte. Mi chiedo quale fretta ci fosse di pubblicizzare tutto con tanto di foto e nota stampa ufficiale»”.
Scagionando totalmente il medico, il consigliere regionale ha aggiunto: “«Il dottor Rocchia non doveva essere messo in quella posizione. Un medico non è tenuto a conoscere le normative amministrative che sono proprie di chi lo nomina e ufficializza un incarico. La responsabilità è di chi avrebbe dovuto impedire che quell’incarico si cristallizzasse in un contratto senza aver prima effettuato le verifiche dovute»”.
Sgombro il campo anche su possibili analogie col predecessore, il dottor Giorgetta. Gravina ha chiarito: “«L’ANAC, con la delibera n. 12 del 28 ottobre 2015, ha chiarito che il regime di inconferibilità viene sospeso nell’ipotesi in cui l’incarico venga ricoperto ad interim e per un periodo di tempo limitato. Giorgetta si trovava esattamente in quella condizione: una nomina a titolo di facente funzioni, per traghettare ASReM nel periodo di vacanza della carica»”.

L’attacco si è poi spostato sui vertici istituzionali e dirigenziali. Secondo l’esponente del M5S: “«ASReM avrebbe dovuto scrivere una cosa sola: chiediamo scusa al dottor Rocchia per averlo infilato, suo malgrado, in questo maldestro atto amministrativo. E dovrebbe chiedere scusa ai molisani»”. E in merito alle posizioni del Direttore Generale Di Santo e del Presidente della Regione Roberti, Gravina ha affondato il colpo: “«Nessuno può pensare che una nomina di questo peso sia arrivata in autonomia da parte di Di Santo. Evidentemente è stata condivisa, o forse richiesta, dal Presidente della Regione. Se Roberti prenderà atto di questa figuraccia, dovrebbe quantomeno non rinnovare l’incarico a Di Santo, che scade a ottobre. L’esercizio delle dimissioni, diciamo così, non sembra essere nelle sue corde»”.
L’intera questione sarà oggetto di un’interpellanza depositata oggi in Consiglio regionale da cui l’opposizione pretende risposte nel merito giuridico, ritenendo la nota dell’Azienda una “«non-risposta che aggrava la posizione della Direzione Generale»”.















