Antonio Giuditta
Antonio Giuditta
TERMOLI _ «Qualche giorno addietro avevamo già evidenziato l’importanza dell’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica di alto profilo, come segnale di svolta da una politica autoreferenziale ad una attenta ai problemi di esistenza quotidiana della società italiana. La politica e in particolare il Parlamento nella sua spendida formalità, ha inviato un vero segnale di cambiamento e un profondo messaggio di speranza a tutti i cittadini Italiani, rinnovando per la seconda volta la carica a Giorgio Napolitano. E’ paradossale come finanche uno stato dogmaticamente conservatore come il Vaticano, sia riuscito a dare inizio ad un corso di rinnovamento mentre il Parlamento Italiano, pur se notevolmente “rinnovato” nei soggetti, ha deciso di non scegliere e di ritornare al “grembo” paterno.

Non si vuole polemizzare contro l’elezione di Napolitano, al cui pubblicamente enunciato sacrificio vogliamo sinceramente credere,

Simone Coscia
Simone Coscia
ma è innegabile che tale episodio la dica lunga sulla salute della nostra democrazia, sulla qualità del ceto politico italiano e sul metodo di selezione dei parlamentari. Certo è che questo avvenimento ha pure rimarcato tutti i limiti e le contraddizioni interne di quel gruppo di correnti che finora si è autodefinito “Partito” Democratico. Nonostante la sua ampia maggioranza parlamentare e ed il fatto che la maggioranza dei cittadini italiani si erano espressi con il loro voto per una decisa sterzata della politica parlamentare, esso è riuscito ad accumulare una serie ininterrotta di errori, brutte figure ed infine un indecoroso cedimento alla voglia di inciucio di un ampia fetta del nuovo parlamento. Auspichiamo a questo punto un chiarimento politico che sgombri il campo da formazioni equivoche e riconducano questi “trasversalisti” sotto il tetto di un’unica formazione politica, visto che le loro idee sono del tutto coincidenti.

Ciò permetterà finalmente ai cittadini di decidere quale politica vogliono per il futuro dell’Italia essendo a questo punto certi che i loro eletti rispetteranno ciò per cui si impegnano in campagna elettorale. Auspichiamo infine che il Presidente Napolitano, rendendosi conto dell’eccezionalità del momento, voglia limitare allo stretto necessario la durata di questo suo secondo mandato, che deve essere rivolto non tanto alla ricerca di un record di durata, quanto alla ricostruzione di regole capaci di consentire ai cittadini di veder realizzati senza ambiguità i programmi elettorali che hanno democraticamnete votato.»

Partecipazione Democratica
Cons. Comunale Antonio Giuditta
Segr. Simone Coscia