DiBrinoBilancioSbroccaTERMOLI – Il Cartellone dell’estate termolese 2016 tra polemiche a non finire ed esposti alla Procura della Repubblica di Larino e Corte dei Conti. All’indomani dei veleni relativi alla presentazione tardiva della rassegna degli eventi, presentata la seconda settimana di luglio dall’amministrazione comunale, ora, a distanza di qualche mese, dall’opposizione arriva una vera e propria “mannaia” sul capo del Sindaco Angelo Sbrocca che detiene la delega alla cultura e del consulente dello staff del primo cittadino per quanto riguarda la cultura, Michele Macchiagodena


L’ex sindaco di Termoli Antonio Di Brino con una conferenza stampa svoltasi questa mattina in Municipio con il segretario cittadino Christian Zaami dell’Ncd, denuncia a chiare lettere la scoperta di un “vaso di Pandora” relativa ad una miriade di fatture pagate con fondi comunali collegati alla cultura che avrebbero poco o niente a che fare con l’organizzazione con gli eventi dell’estate termolese. La vicenda è stata oggetto di un preciso documento presentato in Procura dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Nicola Di Michele e sottoscritto anche dall’altro esponente della minoranza, l’avvocato Annibale Ciarniello. 

“Tutto nasce dalla proposta di variazione di bilancio che l’Amministrazione ha portato in consiglio comunale il 7 ottobre con una richiesta di aumento di circa 60 mila euro. La cosa non ci è parsa chiara sin dall’inizio – spiega Di Brino -. Non si capiva perchè rispetto a manifestazioni sottotono si spendeva di più ma con offerte minori. Quando si è chiesto conto di questo aumento, ci è stato risposto in maniera molto vaga. Da qui la necessità di fare chiarezza su questa vicenda. Ho fatto l’accesso agli atti lo scorso 20 ottobre e nei giorni scorsi ho ottenuto la documentazione. Sin dal primo sguardo, mi sono trovato davanti a fatture di materiali tra i più disparati che nulla avevano a che fare con l’estate termolese. Ricevute pagate con i soldi pubblici”. 

Nella verifica delle determine e delle fatture allegate è stato per noi come scoperchiare un vaso di Pandora – aggiunge ancora l’ex Sindaco -. Per eufemismo, dico che è come quando gli alleati hanno riconquistato la Polonia e la Germania ed hanno trovato i campi di concentramento. C’è di tutto e di più per questioni che nulla avevano a che vedere con le manifestazioni di riferimento. Il fatto di aver dato la gestione, e qui chiamo in causa il sindaco che detiene la delega alla cultura e che ha nel suo staff il delegato al ramo Michele Macchiagodena, mi sembra di poter dire oggi che non c’è né legalità né trasparenza. Ripeto, si è trovato di tutto: artisti che dormivano sembrerebbe nelle stesse notti in residenze diverse, si è trovato il robot per pulire la piscina, i rimborsi benzina senza sapere dove si fosse andati, lettini da spiaggia, rimborsi artisti come ad un artista Hondeler che ha ottenuto 6 mila euro con una ricevuta scritta in inglese, viaggi aerei da Amburgo, Medellin, rimborsi anche per spese alberghierie per il delegato del sindaco, cioè un vero e proprio vaso di Pandora. La questione è politica. E’ possibile usare i soldi della collettività termolese che subiscono una pressione fiscale arrivati per l’Imu e la Tasi allo stremo per pagare pernottamenti, bar, ristoranti, trattorie, viaggi all’estero, pernottamenti in altre città, fuori dalla nostra regione e poi acquistare utensili, perline in legno, apparecchiature che nulla hanno a che vedere con la manifestazione dell’estate termolese. Ritengo che il fatto sia molto grave. Gli indirizzi politici dati alla struttura sono stati sbagliati. Abbiamo il dovere di denunciare, lo abbiamo fatto con la conferenza stampa. Politicamente chiediamo le dimissioni del sindaco in quanto assessore al turismo e l’allontanamento immediato del delegato al turismo e poi saranno le autorità giudiziarie a rilevare l’eventuale presenza o meno di rilievi penali ed effettuare le verifiche contabili”.