Vittorino Facciolla
Vittorino Facciolla

LARINO – “MAI HO VISSUTO UNA TALE INQUIETUDINE. VOGLIO CONOSCERE L’OPERATRICE DEL 118 CHE HA SALVATO UN UOMO.

Questa mattina ho vissuto l’esperienza più inquietante della mia vita. Mi stavo recando in tribunale a Larino, quando giunto nei pressi del cavalcavia che conduce alla nuova tangenziale, vedevo ferma sul ciglio della carreggiata una macchina con la portiera del lato passeggero aperta. Intuisco sia accaduto qualcosa e torno indietro. Riconosco il conducente ed il passeggero, quest’ultimo affetto da disabilità.

Il conducente ha gli occhi riversi verso l’altro, la maglia zuppa di vomito e non respira. Lo chiamo più volte, ma non da alcun segno di vita, non posso far altro che chiamare immediatamente il 118.

Mi risponde un’operatrice che prima mi chiede di precisare il luogo del soccorso da effettuarsi per poi, nonostante il mio stato di incredibile agitazione, mi invita a descrivergli le condizioni cliniche del paziente, e così faccio. La dottoressa intuisce che non si può aspettare l’arrivo dell’autombulanza e, così, decide di operare un primo soccorso, utilizzando le mie mani.

Mi ha innanzitutto convinto a farlo; il mio stato di agitazione, invero, non mi consentiva alcuna lucidità. Arriva, nel mentre e fortunatamente, Gino Fusoni. La dottoressa mi dice di spostare il paziente dall’auto e di posarlo a terra su un piano rigido, e cosi io e Gino, provvediamo a fare. Poi mi dice: “sollevagli la maglia e fagli un passaggio cardiaco”; “dottoressa io non ho mai fatto una massaggio cardiaco, non so come si faccia, ho paura a farlo” ; e lei: “mi ascolti, stia tranquillo, sollevi la maglia al paziente, porga le sue mani tra i due capezzoli e inizi a massaggiare per almeno 15 volte di seguito“, lo faccio.

Il paziente inizia a respirare, ed io :“dottoressa ora respira” ; e lei:“bene, non ha terminato il suo compito, ora porga il suo palmo di mano sinistra sotto la guancia destra del paziente e lo posizioni sul suo fianco facendo ruotare il bacino“, lo faccio.

Il paziente respira con affanno ma respira, qualche minuto ed arriva l’ambulanza e stabilizza immediatamente il paziente. La dottoressa e l’infermiera mi ringraziano, a loro dico che c’è una sola persona da ringraziare ed io lo farò personalmente, già nel pomeriggio, terminata l’udienza.

La persona da ringraziare è l’operatrice del 118 che con grandissima pazienza, perizia e con un’incredibile iniezione di fiducia, ha utilizzato le mie imperite mani per salvare un uomo. GRAZIE!

Dal profilo facebook di Vittorino Facciolla