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Micaela Fanelli PD Molise

CAMPOBASSO – Un’occasione persa, l’ennesima che porta la firma del Governatore Toma e del centrodestra, per indirizzare il più grande finanziamento dell’attuale legislatura verso una direttrice di vero sviluppo e programmazione territoriale ed economica.

Per di più, bocciando la proposta di un referendum consultivo, presentata ieri in Consiglio regionale dal Partito Democratico, per coinvolgere tutti i molisani nella scelta su come utilizzare i 220 milioni di euro previsti per il Contratto Istituzionale di Sviluppo, che rischiano di perdersi in centinaia di piccoli interventi.

Lo ripetiamo da tempo, lo abbiamo suggerito direttamente al Governo e al Premier Conte: una sola, grande opera infrastrutturale, il “primo miglio” del progetto di potenziamento della statale 647 “Bifernina”, nel pieno rispetto della mission del Cis, a partire dalle parti stradali con un più avanzato livello di progettazione e pertanto immediatamente cantierabili e quindi con immediata ricaduta anche per investimenti e occupazione.

Mentre l’attuale governance regionale non decide (ieri non è stato presentato neanche un documento qualsiasi di posizione), non programma, non presenta proposte di intervento regionale (e ce ne sono da avanzare, come l’emergenza idrica di questi giorni dimostra!), è stata estromessa dalla gestione dei fondi di propria competenza territoriale (su questo la responsabilità evidente è del governo nazionale) senza nemmeno rivendicare la trasparenza nelle procedure gestite direttamente da Roma.

Ancora una volta, dunque, le poche, ma certe risorse rischiano di essere diluite in centinaia di piccoli progetti che non avranno la forza di incidere sullo sviluppo strategico regionale, per di più sotto la costante spada di Damocle delle impugnative amministrative, alla luce di una procedura, con tutta probabilità, scorretta, perché individua ex post – e non a monte – i criteri per la presentazione e la realizzazione dei progetti.

E il Molise sempre più indietro, sempre più isolato e tagliato fuori dal resto d’Italia e d’Europa.

Ma restiamo fiduciosi che i nostri sindaci, che ogni giorno toccano con mano la desertificazione delle risorse necessarie per assicurare la sopravvivenza stessa dei loro Comuni, sapranno utilizzare al meglio i finanziamenti in arrivo, indirizzandoli per le opere indispensabili per i propri territori.

Micaela Fanelli