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DiCampliSebastianoTERMOLI – “Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”: i comitati referendari “Termoli decide” e “PartecipaTErmoli” tornano a tuonare. E lo fanno con l’unico strumento di cui sono capaci: l’offesa. 

Forse nel tentativo di mantenere accesa l’attenzione sulle loro tanto agognate fortune politiche! Lo spessore culturale ed il senso civico non si misurano certo con attacchi che di culturale e di civico non riescono a trasmettere neppure un’immagine sbiadita.

Organizzare un referendum che, è bene rammentarlo, è solo CONSULTIVO, per quanto lodevole nei propositi, non misura nessuno spessore culturale. Offendere invece sì, misura.

L’offesa non mente: dichiara sempre inequivocabilmente il valore culturale, civico e morale di chi la pronuncia. L’offesa è per sua stessa essenza ignorante, disonesta e pavida. Un’azione politica che poggia sull’offesa abdica sempre al suo unico dovere: il bene comune.

E’ da considerarsi sacrosanto il diritto di esprimere le proprie idee, di fare il proprio gioco politico, ma attraverso una critica costruttiva e civile che lasci emergere con onestà intellettuale il proprio punto di vista.

Immaginare non meglio identificati sentimenti di vergogna o tiranniche imposizioni appare non solo fuori luogo, ma ancor più offensivo di qualunque altra affermazione. Ma in fondo vasa inania multum strepunt!

Sebastiano Di Campli
Consigliere comunale del PD