
I pini d’Aleppo assistono impotenti alla progressiva rovina, forse ormai non più arginabile. Non altrimenti la rovina del vecchio faro, semidemolito nel 1986 da un vile attentato. Sebbene all’inizio di questo secolo amministratori illuminati avessero cercato di “addolcire” lo spettacolo desolante delle macerie, ci si ritrova oggi a constatare un abbandono senza termini di speranza per quel rudere che pure poteva essere motivo di richiamo.Negli ultimi anni, sempre più angosciato dallo spettacolo dell’incombente decadenza, ho cercato di fissare le immagini dello splendore naturale di ieri, portandole a confronto con le minacce presenti. Saltano all’occhio, in tale ambito, i cantieri pronti oramai a divenire operativi che si moltiplicano con progressione inquietante: il cosiddetto “assedio” ai pini d’Aleppo si estende già dalla primitiva area del vecchio eliporto fino al mare, in prossimità di Cala dei Benedettini. Alla fine ci si è messo di mezzo anche quello che potremmo forse configurare come un probabile maleficio satanico. Un’allarmante violenza degli elementi ha colpito con estrema gravità il santuario di Santa Maria a Mare, in quel di San Nicola, mentre la terra e il mare tutt’intorno sono stati sede di ripetute scosse sismiche. Attacco diabolico, altro che “Orto del Paradiso”!
Galleria Fotografica |
{gallery}/Cronaca/Tremiti/TremitiCantieri:200:150:1{/gallery} |
Con l’animo in subbuglio per tanto sfacelo, deposito nell’archivio della memoria tutta una serie d’immagini documento, nella speranza che l’attuale dramma possa venire affrontato dagli spiriti migliori. Essi riusciranno forse a sollevare il necessario impegno intellettuale volto a rappresentare un pensiero prioritario. Un intento che vada posto a reiterato fondamento del flusso vitale della realtà, della vita umana nell’attuale contingenza che si configura in una fattispecie piuttosto semplice, elementare, ma di quasi impossibile catalogazione o definizione. La ragione della particolare singolarità risiede naturalmente nella diverse tipologie di sensibilità che generano il nostro rapporto con l’esterno. Una sensibilità costituita principalmente di sensazioni forti, di espressione dell’animo, di trasmissione di un pensiero che presuppone la conoscenza del mondo, non soltanto nella sua parte naturale, ma anche in quella sensibile, creativa e scientifica.
In chiusura, solo una domanda sorge spontanea: cosa ne dicono, e cosa fanno, il tanto celebrato Parco Naturale e l’Area Marina Protetta?