Il confronto dei candidati alle primarie non deve certo vertere sull’aspetto estetico o sulle presunte simpatie del candidato ma esclusivamente sulle scelte programmatiche che egli propone. Meglio sarebbe se i confronti della campagna delle primarie servissero ad addivenire ad un programma quanto più condiviso, che il vincitore dovrà portare avanti.
È evidente quindi che la battaglia per l’affermazione delle proprie posizioni va condotta all’interno della competizione delle primarie, battendo politicamente coloro che dovessero presentarsi con programmi non aderenti allo spirito della coalizione. Chiaramente una espressione unitaria capace di superare divisioni tattiche, avrebbe sicuramente maggiori possibilità di successo rispetto ad una dispersione di voti su posizioni personalistiche; le varie “cordate” dovrebbero facilmente comprenderlo ed adoperarsi affinché questo accada. Sarebbe stucchevole se alla fine si dovesse constatare che questo proliferare di candidati avesse come unico obiettivo l’assicurarsi un posto in lista, visto l’obbligo di candidatura stabilito nel regolamento delle primarie.
Non bisogna infatti perdere di vista che il vero obiettivo, non è “vincere” le primarie ma è trovare la persona in grado di guidare una coalizione, la più ampia possibile, che possa spodestare quella politica clientelare che ha imperversato finora nel nostro Molise. Una politica così squalificata quella attualmente in carica, che ha bisogno di trucchetti ad personam, quale l’anticipo della data delle elezioni, per permettere al suo incandidabile padrone di ricandidarsi, infischiandosene del rispetto degli obblighi di risanamento di bilancio che sono stati stabiliti solo pochi giorni fa dal governo nazionale di identico colore politico.
Avv. Simone Coscia
Coordinatore regionale di Partecipazione Democratica