
“La Regione Molise, socio di maggioranza dello Zuccherificio, non ha voluto ascoltare questo grido di allarme e dolore insieme_ ha continuato Monaco. Ha preferito continuare con i suoi sistemi, deliberando una nuova ricapitalizzazione, quindi nuova fuoriuscita di capitale pubblico, nel tentativo di tappare la falla aperta dal debito di oltre 3 milioni di euro nei confronti della Energy Trading, la stessa che ha portato all’istanza di fallimento ieri aggiornata. L’ estenuante seduta del Consiglio regionale del 4 febbraio scorso è servita a convertire la Delibera di Giunta con cui sono state sottoscritte azioni per una complessiva spesa di oltre 15 milioni di euro ed a costituire una commissione d’inchiesta formata da tre consiglieri. Ben diverso il tenore della proposta di 8 consiglieri di minoranza che chiedevano alla Regione di perfezionare la cessione a terzi della partecipazione azionaria regionale; di salvaguardare il patrimonio pubblico accertando la destinazione dei fondi erogati; di creare coinvolgimento di istituzioni nazionali ed europee per garantire la continuità aziendale ed occupazionale”.
“Iorio e Vitagliano credono di poter tirare avanti una situazione che sta precipitando solo perché non vogliono ammettere di aver sbagliato? Eppure chiamare l’ex socio privato a far da consulente equivale già a dire che almeno lui aveva maggiori competenze del socio voluto da Iorio. Continuare a stanziare fondi senza un vero piano di rilancio (evidenziato che quello elaborato da Vitagliano si è mostrato fallimentare nel pieno senso della parola) equivale a privare la Regione di risorse da destinare in tante altre attività e settori di intervento. Se l’assessore avesse buon senso rinuncerebbe non solo a perseguire vie sbagliate, ma a farsi da parte per il bene del Molise”_ ha concluso Monaco.