Filippo Monaco

TERMOLI_ Le condizioni disastrose dello Zuccherificio del Molise erano evidenti da molto tempo e ben documentate dai ritardi nei pagamenti degli stipendi, dai crediti vantati dai fornitori e soprattutto dalle inchieste avviate nello scorso mese di novembre quando ben 17 persone sono state accusate di abuso d’ufficio, truffa, falso materiale e ricettazione proprio per l’attività e i passaggi di proprietà dello stabilimento termolese. Fra loro figurano anche il presidente della Regione Michele Iorio, l’assessore Gianfranco Vitagliano, l’ex presidente dello Zuccherificio Domenico Porfido e gli imprenditori che hanno gestito l’azienda: Luigi Tesi, Remo e Francesco Perna.Considerando quanto sia importante lo Zuccherificio del Molise per il settore bieticolo saccarifero del Mezzogiorno, “mi ero fatto portavoce_ ha dichiarato Filippo Monaco, esponente del movimento Sinistra Ecologia e libertà_ con un’interrogazione del 12 gennaio scorso, delle istanze del presidente del CNB Puglia che chiedeva la convocazione di un Tavolo specifico per lo Zuccherificio del Molise per la definizione di un percorso condiviso che garantisca una solida prospettiva all’attività dell’unico zuccherificio del Mezzogiorno. In mancanza di iniziative tempestive e adeguate per la risoluzione delle problematiche illustrate, si creerebbero le condizioni per la chiusura dello stabilimento e quindi per la definitiva scomparsa della coltura bieticola nel Mezzogiorno, venendosi così a determinarsi un fatto di grave responsabilità, non solo politica, fonte di preoccupanti tensioni sociali”.

“La Regione Molise, socio di maggioranza dello Zuccherificio, non ha voluto ascoltare questo grido di allarme e dolore insieme_ ha continuato Monaco. Ha preferito continuare con i suoi sistemi, deliberando una nuova ricapitalizzazione, quindi nuova fuoriuscita di capitale pubblico, nel tentativo di tappare la falla aperta dal debito di oltre 3 milioni di euro nei confronti della Energy Trading, la stessa che ha portato all’istanza di fallimento ieri aggiornata. L’ estenuante seduta del Consiglio regionale del 4 febbraio scorso è servita a convertire la Delibera di Giunta con cui sono state sottoscritte azioni per una complessiva spesa di oltre 15 milioni di euro ed a costituire una commissione d’inchiesta formata da tre consiglieri. Ben diverso il tenore della proposta di 8 consiglieri di minoranza che chiedevano alla Regione di perfezionare la cessione a terzi della partecipazione azionaria regionale; di salvaguardare il patrimonio pubblico accertando la destinazione dei fondi erogati; di creare coinvolgimento di istituzioni nazionali ed europee per garantire la continuità aziendale ed occupazionale”.

“Iorio e Vitagliano credono di poter tirare avanti una situazione che sta precipitando solo perché non vogliono ammettere di aver sbagliato? Eppure chiamare l’ex socio privato a far da consulente equivale già a dire che almeno lui aveva maggiori competenze del socio voluto da Iorio. Continuare a stanziare fondi senza un vero piano di rilancio (evidenziato che quello elaborato da Vitagliano si è mostrato fallimentare nel pieno senso della parola) equivale a privare la Regione di risorse da destinare in tante altre attività e settori di intervento. Se l’assessore avesse buon senso rinuncerebbe non solo a perseguire vie sbagliate, ma a farsi da parte per il bene del Molise”_ ha concluso Monaco.

4 Commenti

  1. guardare in faccia la realtà
    Caro Filippo, qui bisogna prendere atto della realtà. Il mercato dello zucchero ha dimensioni globali, se vai su internet si vede che il prezzo oggi sta a 24 centesimi di dollaro per libbra, il che significa 38 centesimi di euro al chilo. Con questo prezzo il sud Italia non può competere. A meno che non si vuole sovvenzionare i produttori con assistenza pubblica. Ma questo significa fare assistenzialismo che è una pessima politica.
    Scrivo sulla base di esperienza diretta. Ho seminato 10 ettari di bietole un paio di anni fa, a momenti ci rimettevo l’osso del collo. La resa per ettaro è stata bassa 300 ql, nonostante abbia terreni di prima classe irrigui, guardandomi intorno ho notato che più o mento tutti gli altri hanno fatto le stesse rese. Quindi è una questione di clima, di condizioni pedoclimatiche, o di qualche altro fattore, ma quando sento che in Normandia arrivano a 1000 – 1200 ql per ettaro capite come non c’è storia per noi. Le bietole nel molise sono sempre state sovvenzionate, senza contributi pubblici sono una coltura a perdere. Checché ne dica il nostro Solone Vitagliano le bietole in Molise sono una coltura a perdere. Ora andiamo a scavare di alle catacombe i due vecchi signori Di Rocco e Tesi i quali fra una badante e l’altra ci vengo a dire cosa dobbiamo fare, invece di pensare a godersi la pensione e a tenere i pannoloni asciutti.

  2. soldi buttati
    Il consigliere Monaco dice bene quando afferma che i soldi buttati nello zuccherificio potrebbero essere spesi meglio. Si insiste su un settore fallimentare, si insiste con atteggiamento ottuso fino alla stupidità mentre si potrebbe puntare su altri settori sicuramente più meritevoli. Un esempio. L’Abruzzo ha un territorio protetto pari al 40% del totale, il MOlise si ferma al 1%, dati wikipedia. L’abruzzo è visitato da 2 milioni di turisti naturalistici all’anno, il Molise non compare nelle statistiche. Ho fatto questo esempio perchè le due regioni sono confinanti e dal punto di vista naturalistico sono abbastanza assimilabili, ma mentre una fa del suo territorio una miniera, l’altra pensa di buttare milioni di euro in avventure industriali che hanno dimostrato di non avere possibilità di successo. Allora i nostri amministratori non hanno capito che bisogna puntare sulla green economy questo ci porterà un ritardo e un danno incalcolabile nello sviluppo e nella crescita economica. Ma a loro non interessa perchè a pagare sono i giovani, mentre i milioni da distribuire vanno nelle …., e quindi va bene così.

  3. tutto giusto ma…
    Condivido l’analisi del consigliere Monaco, sopratutto quando invita all’assessore Vitagliano a fare le valige per manifesta e oggettiva incapacità funzionale. Tuttavia, c’è una cosa che non condivido quando dice “considerando quanto sia importante lo zuccherificio di Termoli per il settore saccarifero del Mezzogiorno” non condivido l’espressione perché lascia intendere che ci sia una filiera ben sviluppata e strutturata che nei fatti non c’è, o per lo meno non c’è più. Qui nel molise se trovate un agricoltore disposto a seminare bietola mi potete tagliare la testa e, nelle puglie ormai preferiscono rischiare con le colture orticole, che se gli va bene in un anno si arricchiscono, piuttosto che fare la fame con le bietole.
    Quindi non esiste filiera bieticola perchè non è più conveniente e nessuno seminerà un ettaro se non ci saranno lauti sovvenzionamenti, integrazioni, e altre forme assistenziali. Questo è esattamente ciò che vuole fare di Rocco. Drogare il mercato con soldi pubblici, far camminare la macchina ancora per qualche anno, così lui lucra prebende, stipendi e commissioni varie. Tutto ripartirà, apparentemente in modo normale, solo che il tutto si reggerà su un enorme esborso di denaro pubblico dei contribuenti, esattamente come è sempre stato.
    Vitagliano che dovrebbe essere il custode del bilancio, invece di stroncare tali operazioni demenziali, se ne fa un vanto, per questo va rimosso ed anche in fretta.

  4. un dubbio
    Io mi chiedo ma se lo zuccherifico deve dare 3 milioni e mezzo di euro all’Energy trading come bolletta per il gas consumato, tutta questa energia utilizzata a che cosa è servita? In altre parole, dov’è il frutto della produzione che giustifica un utilizzo di tale massa di energia?
    Ho il dubbio che qualcuno abbia fatto sparire la polpa e lasciato in cassa solo i debiti. Anzi ho la certezza che sia andata così. La finanza chiarirà.