
Forse l’assessore Cocomazzi in questi ultimi mesi era impegnato in altre attività, e non si è reso conto che il turismo in questa città sta andando a rotoli, e che questa amministrazione non fa altro che fare proclami, “nel futuro si farà questo e quello”. Ma intanto, nel presente, la vocazione turistica della città viene umiliata da politiche miopi e poco lungimiranti. E la risposta dell’assessore conferma questo modus operandi: “Termoli è ormai spinta verso un progetto di destagionalizzazione della cultura e del turismo con un impegno politico che presto vedrà venire alla luce un progetto strategico sul turismo su base annuale e non stagionale”. Aldilà della verbosità e fumosità di tali affermazioni, ci fa piacere sapere che esista addirittura un “progetto strategico” per il futuro del turismo a Termoli: aspettiamo con fiducia di conoscerne i contenuti in un futuro non meglio specificato.
Due ultime precisazioni: se è vero che il mancato funzionamento del TermoliJet non è imputabile a questa amministrazione, è anche vero che il Sindaco Di Brino aveva sbandierato la filiera istituzionale come panacea di tutti i mali della città, anzi, come motivo sufficiente per eleggerlo. Prendiamo atto o che in Regione non sono mai stati avvertiti della presenza di un sindaco di centro-destra a Termoli, o che il rapporto privilegiato che Di Brino pensava di avere con i vertici regionali esisteva solo nelle sue fantasie. Per quanto riguarda il sottoscritto, in qualità di consigliere regionale, ho presentato il 25 gennaio (in tempi decisamente non sospetti) un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale circa il futuro del catamarano.
Forse se l’assessore avesse davvero a cuore il futuro della città si informerebbe sulle iniziative che vengono prese in suo favore. L’ultimo appunto riguarda la Festa delle Nuvole: non ho alcuna intenzione di giustificare la realizzazione dell’evento in questione. Prendo solo atto che, evidentemente, non tutti abbiamo la stessa sensibilità e capacità di riconoscere il valore culturale di una manifestazione. Se artisti come Goran Bregovic o Marco Paolini sono sconosciuti all’assessore Cocomazzi non è colpa nostra; né è colpa nostra se egli ritiene che manifestazioni volte a creare un legame con la sponda balcanica dell’Adriatico siano da considerarsi “eventi artistici lontani, anzi irrispettosi delle tradizioni della nostra città”. Per quanto riguarda poi le spese “sconsiderate” di cui parla l’assessore, sono frutto della capacità di dialogo con le istituzioni provinciali e regionali, anche di diverso colore politico, a riprova che le competenze politiche e amministrative, nonché i numeri con cui si è stati eletti, vengono premiati e riconosciuti.
Filippo Monaco