Non deve accadere ad altri braccianti ciò che è successo a Gheorghe. Va superata la legge Bossi-Fini sul reato di clandestinità che indusse chi lavorava con lui quel giorno a fuggire anziché chiamare aiuto. E và regolamentato il trasporto, l’utilizzo ed il trattamento contrattuale, previdenziale e salariale, dei braccianti che da San Severo e Torremaggiore vengono impegnati nelle attività di raccolta nel Basso Molise. La battaglia di civiltà di Maria Radu non si limita a perseguire giustizia per il giovane marito ma parla ai diritti umani universali di cittadinanza. Per questo continueremo a sostenerla moralmente e socialmente nella su ricerca di verità e perché non accada mai più a nessuno quello che è successo a Gheorghe.