
“Noi medici non possiamo tacere mentre contiamo il numero di infermieri destinati ad attività diurne per servizi Day Hospital che ne vede in pianta addirittura 7 contro i 10 turnisti ed i 2 fuori turno del Pronto Soccorso, dove arrivano 80 pazienti in media nelle 24 ore, durante l’estate ormai vicinissima anche il doppio, con problemi i più vari.” La richiesta inoltrata a chi di dovere è ben precisa: in Medicina d’urgenza occorrerebbero almeno altre 2 unità; il Pronto Soccorso, veramente in crisi, ha personale che raggiunge persino i 96 giorni di ferie residue e 110 ore da recuperare, ed è facile immaginare la stanchezza accumulata. Malattie non sostituite ed infortuni fanno il resto, tanto che da gennaio sono state sospese tutte le ferie programmate ed emessi ordini di servizio per rientro dai riposi non pagati per sopperire a tali carenze. Occorrerebbero, quindi, almeno altre 3 unità infermieristiche e tenere aperto il triage anche di notte, almeno nel periodo estivo. Anche il personale di supporto è ridotto all’osso infatti sono presenti due unità a turno, una per il P.S. e l’altra divisa con la Medicina d’urgenza. Considerando che in estate bisogna che siano presenti anche di notte, occorrerebbero almeno altre 4 unità.
Tutte richieste ben fondate, il cui scopo è semplicemente quello di permettere al personale di lavorare al meglio per rispondere alle legittime richieste dei cittadini che si rivolgono al Pronto soccorso perché temono seriamente per la propria salute e per coloro che frequentano la spiaggia termolese e che potrebbero aver bisogno di cure improvvise. Eppure le risposte tardano, il personale medico e paramedico è sempre più stanco e insofferente e se qualcosa non funziona devono anche subire critiche e invettive da parte di chi aspetta ore prima di essere visitato o chi può essere trasportato in reparto solo grazie alla disponibilità del medico perché non ci sono portantini… Tutte richieste che sarebbero accolte o almeno prese in considerazione in una regione che cerca di dare risposte vere al diritto alla salute dei suoi cittadini e che potrebbe fare del Pronto Soccorso di Termoli il biglietto da visita per chi è costretto, non per sua volontà, a ricorrere alle cure dei sanitari durante le ferie o una gita al mare. Miope e sorda, la Sanità molisana si incarta in lotte intestine perché chi amministra preferisce dare spazio alle strutture private e lasciare alla deriva il servizio pubblico.
Filippo Monaco