medici1TERMOLI – Petizione popolare a Termoli per la riattivazione della divisione operativa complessa di Otorinolaringoiatria del San Timoteo di Termoli.
È iniziata in città una raccolta di firme a sostegno della riapertura completa della divisione che, attualmente, è operativa solo dalle 8 del mattino alle 20 con soli 2 posti letto per i pazienti con una degenza superiore alla giornata, dislocati presso il reparto di chirurgia generale.

 
Una situazione inaccettabile per i cittadini della costa che hanno preso l’iniziativa. Alcuni pazienti, infatti, stanchi della situazione, hanno dato il via alla sottoscrizione che sarà presentata al Commissario e sub commissario alla sanità, alla direzione dell’Asrem e al Presidente della Regione Molise.

Il reparto alle ore 20 di sera chiude – hanno dichiarato alcuni utenti -. Come può un ospedale come il San Timoteo con un bacino di utenza di migliaia di persone tra la costa molisana, l’area del cratere e quella più interna ad avere una divisione aperta solo di giorno. È vergognoso”.

Intanto prendono posizione i sindacati della sanità sulla questione dell’ingresso in corsia dei pensionati. “Non si risolve il problema della carenza di organico nella sanità molisana richiamando in corsia i pensionati”. Così il vice segretario vicario del Molise del Cimo (Coordinamento italiano medici ospedalieri) Faustino Rosati replica al Commissario ad acta della sanità in Molise Angelo Giustini.

“Non siamo favorevoli a questa iniziativa – ha proseguito il rappresentante del Cimo Molise – né noi come Cimo e nemmeno le altre segreterie sindacali locali. Siamo tutti contrati. In questo modo la problematica viene solo posticipata o tamponata. Bisogna predisporre un piano assunzionale e far scorrere le graduatorie”.

Il sindacalista sottolinea la gravità della mancanza di medici in diversi reparti ospedalieri in modo particolare nel presidio di Termoli e la necessità di rinforzare gli organici con giovani.

“L’attuale situazione deriva da scelte non di oggi – ha proseguito -. Anche la dirigenza dell’Asrem si sta spendendo molto per risolvere questa annosa questione ma i pensionati in corsia, ribadisco, non sono la soluzione. Per alcune branche come l’otorino, c’è la possibilità di riuscire a rimpinguare l’organico. Ci sono sanitari giovani che accetterebbero anche subito di venire a lavorare nella nostra zona”.