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CAMPOBASSO _ Accolgo con favore l’invito all’iniziativa pubblica in programma a Campobasso il 6 marzo alle 17,30  in Via Milano presso l’Università della Terza Età  ( nei pressi dell’Istituto Magistrale ). Ho accolto con favore anche la proposta di tenere una manifestazione che avesse per tema le condizioni del sistema sanitario regionale nella sua interezza. Ed è stato saggio coinvolgere negli interventi rappresentanti di Venafro, Isernia, Campobasso, Larino e Termoli.

Condivido l’esigenza di elaborare un piano d’intervento capace di difendere, salvaguardare e rilanciare l’efficienza del sistema sanitario per tutto il Molise.  Ogni cittadino ha diritto ad accedere ad un servizio pubblico di qualità, distribuito sul territorio, con presidi ospedalieri, poliambulatori, laboratori diagnostici, studi medici e assistenza socio-sanitaria. Al sistema sanitario pubblico può sommarsi un’offerta privata di alta specializzazione che non sia meramente sostitutiva e sappia interagire sinergicamente col resto dell’organizzazione del comparto regionale. E’ inutile dividersi tra territori perché ci si indebolisce e si lascia mano libera ad una cattiva gestione della sanità con intrecci affaristici, sprechi e sperperi, evidenziati in taluni casi anche da inchieste giudiziarie quali quella della Procura della Repubblica di Larino ( Blak Hole ).

Per salvaguardare l’efficienza del sistema è indispensabile avanzare una proposta organica che faccia i conti con i fondi nazionali disponibili, i fabbisogni veri dei cittadini, garantisca i livelli essenziali di assistenza e tagli le spese inutili di carattere amministrativo o burocratico insieme ai doppi reparti e alle consulenze non essenziali. Il rischio del commissariamento del sistema regionale è reale. I debiti accumulati superano i 600 milioni di euro. Le tasse che pagano i molisani in termini di IRAP e di addizionali sono le più alte d’Italia proprio per il debito sanitario. Il fabbisogno annuo regionale supera i 650 milioni di euro a fronte di 550 milioni erogati dallo Stato. Sul Molise insistono 3 Università ( La Cattolica, La Sapienza, Università del Molise ) che costano e ci sono un’infinità di strutture private  ( Neuromed, Cattolica, Villa Maria, Igea Medica, Villa Ester, San Stefar, ecc. ).

I recenti tagli agli Ospedali di Larino e di Venafro rischiano di essere solo i primi interventi di ben più consistenti riduzioni delle prestazioni ospedaliere e dell’offerta sanitaria regionale. Per questo è utile affrontare la questione nella sua globalità perché si riduca la mobilità passiva verso altre regioni, si rafforzi un sistema sanitario pubblico di qualità  e si individuino le soluzioni sul territorio all’interno di una programmazione armonica di carattere generale e regionale.

E’ evidente che gli esempi recentemente apparsi sulla stampa nazionale riferiti al rapporto tra il Presidente della Giunta Regionale e la sanità molisana non aiutano a risollevare nel migliore dei modi le sorti del nostro sistema sanitario locale.

Cordiali Saluti

                                                                                                                                    Michele Petraroia  

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