TERMOLI _ La situazione dei docenti e del personale ATA è ormai sempre più drammatica. I tagli ascritti in finanziaria verranno operati fino all’ultimo numero. Smentito, quindi, il Ministro che aveva, solo pochi mesi fa, garantito una riduzione del taglio previsto nella legge 133/08. Ciò significa che a settembre migliaia di precari della scuola non riusciranno ad ottenere le nomine e un posto di lavoro. Il Partito della Rifondazione Comunista Molisano chiede alla Giunta e al Consiglio Regionale di intervenire immediatamente, altrimenti sarà direttamente responsabile dell’aggravamento della crisi occupazionale nel Molise, dove in oltre 400, tra docenti e personale ATA, perderanno a breve il posto di lavoro.
Il Governatore è forse troppo distratto per preoccuparsi della situazione in cui versa la propria Regione e della reale condizione dei cittadini molisani. La disoccupazione e la precarietà nel nostro paese dilagano in tutti i settori e il taglio scellerato imposto alla scuola pubblica da questo governo, oltre ad aggravare il problema del precariato, la impoverisce notevolmente, minando sempre più la base della vita democratica del paese anche attraverso l’attacco al diritto all’istruzione pubblica. Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise, sostiene le mobilitazioni del coordinamento nazionale ed invita tutti i precari del Molise a partecipare alla manifestazione del 15 Luglio p.v a Roma. Non è più possibile restare a guardare ed è necessaria, nella nostra Regione, una presa di coscienza generale sull’importanza di organizzarsi e di mobilitarsi affinché sia garantito il diritto al lavoro. Il PRC molisano, inoltre, condivide e rilancia, tutti i punti della piattaforma elaborata dal Coordinamento Nazionale dei Precari, nella quale si chiede:

1. Il ritiro di tutti i tagli (circa 8 miliardi di euro) disposti con la legge 133/2008. La scuola pubblica statale italiana è stata vittima di un pesante ridimensionamento negli ultimi 15 anni, ad opera di governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, a vantaggio delle scuole private e confessionali. Riteniamo che sia necessaria una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, e in questo quadro non accettiamo mediazioni al ribasso. Nell’immediato, risulta urgente il ripristino del “modulo” e delle compresenze nella scuola primaria; il riconoscimento del pieno diritto all’integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza nessuna riduzione alle ore di sostegno; il rispetto della normativa sulla sicurezza; un’inversione di marcia rispetto all’aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola.

2. L’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola sui posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto. Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche “stabilizzazioni”. Non basta richiamarsi al programma – mai attuato – del governo Prodi di assunzione di 150 mila insegnanti e 30.000 ATA in tre anni, che tra l’altro avrebbero coperto poco più dei pensionamenti. Quello che chiediamo è che tutti i precari che lavorano da anni su posti vacanti, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, abbiano un contratto a tempo indeterminato.

3. Il ritiro del disegno di legge Aprea. Non accetteremo nessuna mediazione su un progetto che comporta la fine della libertà d’insegnamento, garantita dalla Costituzione, in funzione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici; la totale aziendalizzazione dell’istruzione, attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni; la gerarchizzazione della classe docente, con l’introduzione di distinte figure professionali, la cui carriera sarebbe costantemente sottoposta alla ricattabilità di dirigenti e finanziatori privati. Su questi tre punti chiari chiamiamo alla mobilitazione tutte e tutti i precari della scuola, i cittadini e gli studenti, i movimenti e le organizzazioni sociali che vorranno essere con noi davanti al Parlamento, il 15 luglio prossimo a Roma e alle iniziative proposte per l’autunno dall’assemblea nazionale dei precari della scuola.

                                                                                                 PER LA SEGRETERIA REGIONALE PRC
                                                                                                            Antonello Manocchio