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CAMPOMARINO _ Il dato ufficiale trasmesso dal ministero dell’interno è tanto entusiasmante quanto eclatante, dopo 16 anni di insuccessi nelle varie campagne referendarie finalmente oggi si è raggiunto il quorum, con un affluenza pari ad oltre il 57% degli italiani aventi diritto. Questo nonostante la scelta di scorporare elezioni amministrative e referendum; nonostante i tentativi di dissuadere gli elettori con inviti a disertare i seggi . Ebbene, malgrado tutto, gli italiani hanno deciso di esercitare il loro diritto al voto, proprio come saggiamente considerato dal custode della nostra Carta Costituzionale, il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Ed è proprio ai cittadini italiani che va il mio primo pensiero ed il mio più profondo ringraziamento, a loro ed ai comitati che hanno creduto nel referendum, che hanno voluto difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli, loro che insieme hanno raccolto le firme e promosso il senso civico, proprio come è stato fatto dall’Italia dei Valori, che ha profuso un enorme impegno affinché questa vittoria potesse essere di tutti, la vittoria degli italiani.

Ad iniziare dai primi due quesiti, quelli sull’acqua, bene che resta di tutti ed è per sua natura inalienabile ed indisponibile, il profondo sentimento etico degli italiani ha rifiutato la possibilità di cedere l’acqua, agli interessi di chi voleva e vuole mettere le mani sulla risorsa, sancendo che la liberazione dei servizi non può essere confusa con la proprietà della stessa. Per quanto riguarda il quesito sul nucleare, ribadisco che ha vinto l’Italia, questo nostro paese spesso diviso, si è riunito intorno all’idea che il diritto acquisito venticinque anni fa con il precedente referendum sul nucleare non potesse andare sprecato, rimarcando con forza l’idea che l’Italia è e deve rimanere un Paese denuclearizzato!

Anche sul legittimo impedimento gli elettori sono stati chiarissimi, bocciando la norma hanno confermato di non voler più tollerare la continua ricerca d’impunità di una classe politica che generalmente, quando lo invoca, è in torto verso la giustizia. Nonostante quest’ultimo quesito abbia chiaramente dei risvolti sul piano politico, l’esito referendario nel suo complesso deve essere scevro di faziosità, infatti avendo votato oltre 26 milioni 800 mila elettori è chiaro che al voto abbiano partecipato cittadini con idee politiche differenti tra loro, riuniti dall’interesse verso temi concreti e ragioni più alte della semplice divisione tra destra e sinistra. Comunque mi auguro che il risveglio popolare iniziato con le amministrative e proseguito con il referendum possa culminare con il sostegno ad una nuova e più ampia alternativa all’attuale governo. On. Anita Di Giuseppe