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Giuseppe Astore
CAMPOBASSO _ “Ci sono circostanze in cui non è possibile usare il fioretto e bisogna ricorrere alla sciabola! Tradotto in politichese, è ora di dire con brutalità come stanno le cose. Basta con le furbizie e lo scaricabarile. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità e andare a casa!” Così esordisce con inaspettata veemenza il Senatore Giuseppe Astore, commentando a caldo l’esito delle elezioni molisane e le polemiche nate intorno a dichiarazioni di esponenti del Partito Democratico che mettono sul banco degli accusati Grillo e Casini.

“Troppo comodo assegnare al movimento 5 stelle il ruolo di nemico, quinta colonna o traditore della patria. Forse qualcuno pretendeva – si chiede Astore – che Beppe Grillo, folgorato dall’apparizione di Frattura nelle vesti di novello condottiero delle armate del centrosinistra, facesse un rispettoso inchino, girasse sui suoi tacchi e rinunciasse a presentare un suo candidato? Non immaginavano gli strateghi dello schieramento moderato-progressista, cioè i vari Bersani, Di Pietro, Ruta, Leva, che tanti loro elettori avrebbero avuto un qualche disturbo di stomaco nel votare un personaggio che aveva tutte le carte in regola per guidare la coalizione avversaria? Non immaginavano che la reazione di costoro, facilmente prevedibile anche da parte di menti politicamente poco raffinate, sarebbe stata quella di starsene a casa o di dirottare il loro voto su un candidato politicamente più presentabile? Viene il sospetto che se ne rendessero benissimo conto, ma che le loro scelte rispondessero ad altre esigenze ed altri disegni politici, visto che importanti leader del PD sono arrivati a manifestare soddisfazione per l’esito del voto.

“E’ un’occasione perduta. C’era a livello nazionale e locale un vento di cambiamento e condizioni complessive che avrebbero consentito la vittoria di un candidatura unitaria e autorevole, in linea con le aspettative dei cittadini ed i valori della nostra cultura politica, auspicabilmente aperta al contributo di forze moderate. Al contrario, il meccanismo delle primarie, che poteva essere strumento fondamentale di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte strategiche su candidature e programmi, è stato snaturato con l’intento premeditato di favorire personalità di diversa storia e cultura politica, a scapito di esponenti del centrosinistra che da anni si battono contro il sistema Iorio. Risulta peraltro incomprensibile la decisione assunta da SEL, Federazione della Sinistra e candidati del PD che, accettando di misurarsi nelle primarie, hanno di fatto avallato l’operato dei vertici dei partiti e legittimato la candidatura di Frattura. E c’è l’amarezza personale di aver messo in guardia per tempo tutti i leader del centrosinistra nazionale e molisano sui rischi che si correvano con scelte e metodi non condivisibili e infatti non condivisi dal nostro elettorato. Un appello, il mio, rimasto del tutto inascoltato”.

“E’ duro – sostiene il Parlamentare molisano – rassegnarsi al risultato elettorale e ad altri cinque anni di malgoverno Iorio e della sua corte. Ma per il bene del Molise è necessario rimettersi prontamente al lavoro, riannodare i fili di una rete di associazioni, movimenti e singoli cittadini onesti e volenterosi e avviare una fase di ricostruzione etica e politica del centrosinistra partendo da un salutare rinnovamento della sua classe dirigente“ “Queste considerazioni – conclude l’esponente di Partecipazione Democratica – restano valide anche nel caso di un ribaltamento del risultato a seguito delle verifiche dei verbali delle singole sezioni elettorali tuttora in corso: questo non è il mio centrosinistra! “.

Sen. Giuseppe Astore