A suo avviso anche in alcune aree del litorale c’è bisogno di scavi, di un monitoraggio attento affinchè venga chiarita l’esistenza o meno di terreni inquinati da sostanze pericolose come i metalli. Il timore del consigliere termolese così come della parlamentare Venittelli è che il basso Molise venga tralasciato dai territori da sottoporre a «screening». Campomarino, in particolare, nel 2002, fu teatro dell’operazione dei Ros di Campobasso “Mosca” che determinò arresti di imprenditori e l’iscrizione sul registro degli indagati di autotrasportatori ed altri faccendieri in odore di rapporti con clan della malavita organizzata.
Si scoprì che in contrada Arcora furono interrati rifiuti speciali e nocivi sui quali fu coltivato del grano contaminato da cromo poi rivenduto sul mercato ed immesso nella catena alimentare italiana. Una vicenda inquietante mai risolta chiaramente da un punto di vista ambientale. Ora è arrivato il momento della verità. Lo chiede anche il presidente della Commissione anticorruzione del Molise Vincenzo Musacchio interessato a conoscere i nomi dei collegamenti in Molise del business connesso ai rifiuti.
“Il monitoraggio approfondito e gli scavi che in corso in alto Molise – ha detto Aufiero – devono portare alla verità così com’è giusto che vengano sciolti i dubbi anche sul litorale. Mi riferisco ai territori di Campomarino e non solo. Per questo seguirò da vicino la problematica affinché ci sia la giusta attenzione anche per la costa”. Aufiero sta seguendo anche l’ampliamento della Momentive, multinazione chimica del nucleo di Termoli, ed il progetto «Gran Manze», nursery di 12 mila manzette da realizzare vicino il litorale. “Di questo non se ne parla più – ha concluso Aufiero – ma non vuol dire che il rischio di ritrovarsi la mega stalla è passato”.