
Voglio precisare ancora una volta che le radici ideologiche che muovono Co.Re.A. sono semplici: diffusione della legalità, dell’etica pubblica e lotta alla corruzione. Non dimentichiamoci, neanche, che il fulcro della materia in esame risiede tutto nell’art. 54 comma 2 della Costituzione italiana che sancisce testualmente: “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore.” Uno specifico e puntuale richiamo al cittadino che ricopre un ruolo pubblico, di responsabilità e di guida nei confronti della società: “Adempire alle proprie funzioni con disciplina ed onore”. C’è il richiamo ad un dovere di osservanza di una condotta di vita che sia all’altezza del proprio ruolo, adottare comportamenti compatibili con il ruolo pubblico del quale si è investiti. L’attualità con la quale ognuno di noi si deve confrontare è l’effetto di una “regola morale” della vita pubblica.
Chi amministra, ancor più, ha il dovere di condurre una vita pubblica sobria che trasmetta coerenza e buon senso ai propri amministrati, specie in una regione che vive gravi problemi economici e sociali connessi al lavoro. Oggi come allora penso che una delle soluzioni possa essere la restituzione volontaria del maltolto ai cittadini, che potrebbe anche risultare una buona strategia processuale soprattutto in vista dei futuri procedimenti penali che ne scaturiranno dopo il vaglio degli atti da parte del Tribunale di Campobasso. Mi auguro che per questi delitti così odiosi non solo si applichi la pena più severa ma soprattutto si punti a garantire la restituzione del denaro al popolo molisano. Co.Re.A. manterrà i riflettori accesi e si costituirà certamente parte civile nei vari processi avendo raccolto oltre 200 firme per tale finalità ! (Vincenzo Musacchio – Presidente Co.Re.A. Molise)-.