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Il Pd del Basso Molise
LARINO _ L’emergenza del terremoto finisce qui, dopo nove anni e quattro mesi. Finisce non per naturale esaurimento dell’emergenza stessa, ma per una ragione politica: venuta a mancare la complicità del governo Berlusconi (che per quasi un decennio ha protetto e favorito il governatore molisano impegnato a spadroneggiare sulla montagna di fondi arrivati grazie al sisma) Michele Iorio si è trovato a fare i conti con il governo Monti. Il quale ha fatto due calcoli, ha visto che in dieci anni la macchina del Commissario Iorio ha ricostruito appena un terzo di ciò che andava ricostruito, e ha detto stop.

Iorio stesso durante il Consiglio regionale di lunedì 19 marzo ha gridato allo scandalo: «E’ un governo ottuso». Si è ben guardato dal dire che la presunta ottusità del governo è frutto esclusivo del disastro della sua gestione commissariale. Quasi un miliardo e duecento milioni di euro piovuti sul Molise dal 2002 ad oggi e una ricostruzione ferma al 33-34 per cento. Un dato che dovrebbe far arrossire di vergogna chiunque e far riflettere i Sindaci. La verità è che in quel puntare il dito contro il governo Monti c’è tutta la sconfitta di Iorio, il suo fallimento di artefice della ricostruzione. Ha preteso di gestire da solo la cassa dei fondi sisma, è riuscito a trarne vantaggi enormi in termini di consenso personale e clientele, ma alla fine deve ammettere che l’unico vero obiettivo che contava – ridare la casa a chi l’aveva persa – è lontanissimo dall’essere realizzato. E che quindi i soli a pagare per il suo scellerato modo di gestire le cose sono quelli che nell’ottobre del 2002 rimasero senza un tetto e che ancora vivono in condizioni di precarietà. Le norme prevedono che un’emergenza (la quale consente di gestire il denaro utile a risolverla senza troppi intoppi burocratici) possa durare al massimo sette anni. Poi concede altri tre anni di cosiddetta “criticità”. Poi basta. E dunque appare piuttosto grottesco questo stracciarsi le vesti dei politici e dei sindaci per otto mesi di “criticità” in meno.

Forse pensano che i molisani siano così idioti da credere che in otto mesi questa gioiosa macchina dell’inefficienza messa in piedi dal Commissario e dalla pletora dei suoi collaboratori possa fare ciò che non ha fatto nei centododici mesi precedenti? I fatti e le parole dei protagonisti di questa mesta vicenda dimostrano che ai signorotti della politica locale poco o nulla importa dei terremotati. La grande preoccupazione di questi giorni, per loro, è quella di mantenere in piedi la cosiddetta “struttura del commissario”, quella dove hanno trovato un sicuro posto di lavoro, nella sede centrale della Regione (70 assunzioni contro le 30 previste dall’O.P.C.M. 3258/2002) e nei Comuni colpiti dal sisma, la maggior parte dei quali assunti nei paesi fuori Cratere, ovvero dove non si sono avuti danni da sisma (140 fuori Cratere e 48 nel Cratere escluso S. Giuliano di P.), decine, centinaia di persone che hanno portato consenso elettorale, vero Romagnuolo? Adesso il governatore annuncia che, in ogni caso, la ricostruzione deve comunque essere completata (bontà sua!) e che quindi la Regione deve al più presto fare una legge.

C’è anche chi saluta questa necessità di fare una legge ad hoc come l’ennesimo segno della sconfitta di Iorio. E’ vero, dal momento che fin dall’inizio si è sempre rifiutato di farla ( proposta fatta già nel 2003 dal Centrosinistra e bocciata dal maggioranza di Centrodestra)assumendo su di sé, in veste di Commissario straordinario, ogni responsabilità. Ma è anche vero che comunque entro la fine dell’anno una legge ad hoc si doveva fare comunque. Perché la sconfitta di Iorio non è tanto dovuta al remare contro del Centrosinistra (si spara sulla Croce Rossa) Senatore Di Giacomo ma neanche possiamo prendere lezioni da chi ritiene che Ruby sia la nipote di Mubarak. Le sole persone che avevano davvero bisogno di un aiuto non l’hanno ottenuto: i senzatetto.

Sottoscritto dai: – Circolo P.D. di Bonefro; – Circolo P.D. di Colletorto; – Circolo P.D. Santa Croce di Magliano; – Circolo P.D. di San Giuliano di Puglia.

Il Segr. di Federazione PD Basso Molise Michele Palmieri