TERMOLI – Entra in casa con la forza, la picchia, la sbatte contro un muro e poi la trascina in camera da letto violentandola ripetutamente. La minaccia più volte con una pistola, la molesta con 15-20 telefonate al giorno per poi pedinarla tanto da costringere l’ex moglie a vivere come una reclusa in casa con i due figli piccoli. Protagonista delle ripetute violenze, una guardia giurata di 40 anni, residente in un centro vicino Termoli, rinviato a giudizio dal Gup di Larino Aldo Aceto con l’accusa di stalking, violenza sessuale, violenza privata, minacce ripetute e lesioni.
L’udienza è fissata per il prossimo 24 settembre. Il metronotte, dopo l’arresto dei Carabinieri avvenuto ad inizio del mese di marzo scorso, è stato licenziato dalla società dove prestava servizio e gli sono state sequestrate le pistole prima che l’uomo, in un raptus di follia, potesse fare ancora del male alla ex moglie da cui era separato. L’uomo, durante le continue incursioni nell’appartamento della giovane,dove la sfortunata viveva in uno stato di terrore, con le imposte sempre chiuse, era solito puntarle l’arma da fuoco ed urlare oscenità: «Ti ammazzo, ti stacco la testa, mi fai schifo. E ancora: «Ti faccio vedere come muori».
In una delle ultime “visite improvvise”, secondo quanto riportato dagli atti processuali, l’ha picchiata e poi stuprata lasciandole lividi in
I militari, dopo mesi di indagini, lo scorso mese di marzo hanno arrestato la guardia giurata evitando così il peggio. Il quarantenne, nonostante avesse intrapreso una nuova relazione sentimentale con un’altra donna, continuava a tiranneggiare e perseguitare l’ex consorte costretta a trasferirsi a vivere dalla madre per il timore per la sua incolumità personale e quella dei figli piccoli. Il tribunale, oltre a rinviare al processo la guardia giurata, ha anche proibito al quarantenne di avvicinarsi alla trentenne. Sul suo capo, pende il provvedimento di tenersi ad almeno 1 chilometro di distanza dalla ex.