Un politico è un uomo di stato che pone la nazione al suo servizio. Altrettanto illuminante è l’espressione di John Clarke: Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni. Il disastro della Sanità molisana, la catastrofe della ricostruzione, la gestione clientelare della cosa pubblica nonché la recessione economica che ha caratterizzato i governi Iorio, escludono lo stesso dalla classe degli “Uomini di Stato”.
Le consulenze spropositate nella Sanità e non solo, la conservazione di reparti ospedalieri inutili e “spreconi” a scapito di quelli virtuosi e di eccellenza smantellati senza scrupoli, la ricostruzione post-sisma dedicata a case agibili fuori dal cratere sismico, i finanziamenti destinati al rilancio economico delle aree terremotate inviati a fabbriche di auto e a navi di privati, con sprezzo delle necessarie priorità e di qualunque graduatoria, le operazioni di facciata come l’inaugurazione di strutture delle quali restano solo nastri tagliati in pompose cerimonie di propaganda, portano a grandi fortune elettorali. Di qui l’appartenenza di Michele Iorio alla categoria degli “uomini politici”.
Purtroppo, la permanenza di un “uomo politico” piuttosto che di un “Uomo di Stato” al governo della Regione Molise, non può che perpetrare un sistema teso alla riaffermazione dell’uomo politico a discapito del Territorio che governa. L’esasperazione e le scarse risorse del Molise, oggi sono tali da non poterci permettere un’altra legislatura di un politicante al posto di un Uomo di Stato. Paradossalmente, infatti, i costi abnormi della Sanità, i fondi per la Ricostruzione non utilizzati per le case dei terremotati, i tagli ai servizi a causa dei quali i bambini nascono in ambulanza, ecc., hanno messo in ginocchio la nostra Regione ma hanno fatto tanto bene all’uomo politico.
Non a caso Iorio ricorda ogni giorno di più il personaggio interpretato da Charlie Chaplin ne “Il Grande Dittatore”, magistrale opera Cinematografica nella quale Adenoyd Hynkel, parodia di Adolf Hitler, gioca con il Mondo che ad un tratto gli scoppia tra le mani. Nel film di Chaplin c’è una sola differenza: Hynkel piange a dirotto nel vedersi dissolvere il Mondo tra le mani. Il suo giochino preferito si è rotto! Da noi in Molise il “giochino” viene blindato: è stato, infatti, approvato il nuovo statuto in base al quale le poltrone per il “parlamento” della regione potranno essere addirittura 40. In questo “il Grande Dittatore” non è stato solo: preponderanti sono stati i quaquaraquà di destra e di sinistra.
Difficile, dunque, pensare a Iorio che piange di fronte allo “scoppio” di Agnone, Comune nel quale il Sindaco, “tradito” dal Governatore amico in merito alla sopravvivenza dell’Ospedale Caracciolo (presidio prezioso per un territorio montano), è stato costretto a gettare la spugna e ad ammainare la bandiera dalle irrevocabili dimissioni di nove consiglieri, 5 appartenenti alla stessa maggioranza, che così hanno voluto difendere la dignità della loro comunità defraudata di servizi indispensabili per la salute dei cittadini e per l’economia del territorio alto-molisano. A tale levatura vorremmo che arrivassero anche il Sindaco e l’Amministrazione tutta di Larino per lo scempio fatto anche del nostro “Vietri”. Ma queste sono pie illusioni!
Il Comitato per la difesa dell’Ospedale “G. Vietri” di Larino