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Lorenzo Cesa
ROMA _ Ieri a Roma il Segretario nazionale dell’UDC, Cesa, ha incontrato Velardi per affidargli un preciso compito: valutare concretamente la possibilità di costituire alle prossime elezioni regionali il terzo polo (UDC – FLI – API ), autonomo rispetto ai due schieramenti di destra e di sinistra. Ciò vuol dire anche presentare un proprio candidato alla Presidenza della Regione. Si tratta di una scelta ormai ineludibile, che è il frutto di una brusca accelerata che i tre leader, Casini, Fini e Rutelli stanno dando alla politica di costituzione del terzo polo (ormai consolidata), e alla scelta di presentarsi in alternativa agli altri due schieramenti.

Questo orientamento _ ha dichiarato il Segretario Cesa _ ormai costituisce un punto di non ritorno. Alle scorse elezioni amministrative le maglie sono state più larghe, nel senso che c’è stata libertà di scelta a livello locale, e sono state messe in campo più opzioni. In alcune situazioni è stato sperimentato il terzo polo, in altre sono state perseguite alleanze tanto con la destra che con la sinistra, fondate sui programmi e sulla valutazione degli uomini, piuttosto che sulla totale coerenza rispetto al terzo polo. Oggi potrebbe non essere più così, perché la situazione politica nazionale sta rapidamente cambiando, si prevedono sviluppi nel 2012. Dunque le elezioni regionali del Molise, a novembre, rappresentano un primo test importante, sia per la data in cui si collocano, sia perché il Molise è una roccaforte del PDL. Come si vede, la posta in gioco è alta, và oltre la specifica dimensione politica regionale. Il terzo polo non è contro Iorio, né a favore della sinistra. La sua scelta è quella di porsi al di fuori di questo rigido schema di alternative predefinite, per tentare, attraverso un passaggio elettorale che gli dia significativi consensi, una nuova aggregazione politica di centro”.

Velardi , prendendo atto delle indicazioni del Segretario, ha dichiarato : “Da uomo di partito , alla luce della mia antica militanza in questo partito e della profonda stima che ho nei confronti di Casini e di Cesa, ho il dovere di tenere nella massima considerazione la volontà dei vertici nazionali. Tuttavia la decisione non spetta solo a me, perché và condivisa con la base del partito, e si tratta di un passaggio che mette in gioco convinzioni profonde, e una tradizione nostra di storica alleanza e di omogeneità politica con il PdL. Non possiamo dimenticare che siamo organicamente inseriti con oltre quaranta nostri rappresentanti nelle amministrazioni locali, giacché l’UDC, nel terzo polo, è l’unico partito ad essere organicamente strutturato e ad avere una propria storia politica regionale. Tuttavia, sosterrò con la lealtà di sempre le ragioni della Segreteria nazionale nelle discussioni che avremo all’interno del partito. Ritengo, tuttavia, che vadano ascoltate e tenute nella giusta considerazione anche le valutazioni che verranno fatte dai militanti dell’UDC”.