Lunedì 12 ottobre aprono i cantieri a Pozzo Dolce e in piazza Sant’Antonio, che si affacciano entrambi su via Cristoforo Colombo: quasi 5 milioni di euro di lavori. Si comincia proprio nel giorno in cui Colombo arrivò in America. Ed è lo stesso giorno in cui, nel 1930, nacque Antonio De Felice, l’architetto che progettò l’attuale Pozzo Dolce con le sue piazze rotonde.

TERMOLI – Il paletto l’ha fissato l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Miele: la rigenerazione urbana di Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce partirà lunedì 12 ottobre. Il primo cantiere aprirà a Pozzo Dolce, sul lungomare di via Cristoforo Colombo, poi si passerà a Piazza Sant’Antonio.
La via porta il nome del navigatore e la data è quella del suo sbarco nel 1492. C’è anche una terza coincidenza. Il 12 ottobre 1930 nasceva Antonio De Felice, l’architetto che tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta firmò il progetto dell’attuale Pozzo Dolce, con le piazze rotonde che oggi la Soprintendenza chiede di conservare. De Felice è morto il 10 aprile 2023, a 92 anni.
Anche l’ultima intervista video concessa da De Felice a myNews.iT porta la data del 12 ottobre: era il 2018 e l’architetto compiva 88 anni. Alla direttrice Antonella Salvatore illustrò il dossier depositato in Comune due anni prima sul progetto del tunnel e delle opere previste sotto Piazza Sant’Antonio. Il suo giudizio fu netto: «Non funziona». Tra i motivi citò il banco di scogli sotto l’ex cinema Adriatico e il mancato rispetto delle norme sulle barriere architettoniche. L’intervista integrale, con il video.
Il progetto che parte adesso è un altro. Vale complessivamente quasi 5 milioni di euro e prevede circa 145 posti auto: 59 interrati sotto Piazza Sant’Antonio, 34 in superficie e 52 nell’ex garage di Pozzo Dolce. La versione esecutiva approvata con la delibera n. 224 del 14 ottobre 2025 e affidata alla COGECO 2025 S.r.l. arrivava a 217 stalli, contro i 94 attuali. Il numero è sceso dopo le prescrizioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, che oltre alle piazze rotonde chiede di ricreare la storica Villa del Popolo e di restaurare la fontana monumentale.
Il sindaco Nicola Balice, alla presentazione del 22 settembre, ha parlato di un’attesa lunga generazioni: «È un’opera che è attesa dalla nostra comunità da almeno 80 anni». E ha respinto l’etichetta che il progetto si porta dietro: «Questo non sarà un parcheggio, perché chiamare la rigenerazione un parcheggio sarebbe riduttivo».
Miele ha insistito sullo stesso punto: «L’intervento non è risolutivo dei parcheggi, non è questa la finalità. Le macchine le mettiamo sotto, con un recupero di spazi e ambientale di due piazze iconiche che oggi sono in situazioni difficili». L’architetto Domenico Colozza ha difeso l’impianto tecnico: «Non abbiamo consumato suolo, non abbiamo consumato spazi e non abbiamo creato altri volumi. Andiamo a fare un recupero di un’area dismessa sia in superficie che in interrato».


















