A mio avviso continuo a sostenere che nessuno ha mai criticato quella precisa soluzione, si è solo criticato il metodo e le procedure utilizzate, sia nel bando che nell’aggiudicazione della gara, cosi come sono state criticate alcune anomalie tecniche che ancora oggi non vengono sanate. Questi problemi sono stati sollevati dal gruppo costruire democrazia nel solo intento di fornire ai cittadini tutti, la certezza di vivere in uno stato di diritto, scongiurando l’ipotesi di strumentalizzare una situazione che qualcuno ha voluto portare ad arte verso l’esasperazione facendo leva sui mille disagi di chi come alunni ed insegnanti è costretto a lavorare in situazioni di emergenza. Ciò non toglie che è un fatto che direttore dei lavori e costruttore abbiano dichiarato di aver presentato erroneamente un progetto per la realizzazione della scuola.
Mi preoccupo allora della bontà di un progetto realizzato per sbaglio. È un fatto che i lavori realizzati siano abusivi ed è un tema che nessuno che aveva il dovere di denunciare e controllare lo abbia fatto. È un fatto che le aule ampie e luminose, come è stato descritto in un servizio-spot di una rete locale, ricevono la luce dalle spalle, e questo per un’opera di nuova costruzione è alquanto insolito e poco coerente con gli studi degli standard di benessere degli ambienti. È un fatto che l’edificio non abbia certificato di prevenzione incendi per uso scolastico, cosi com’è un fatto che la scuola non avrà palestra, non avrà parcheggi sarà sotto dimensionata in termini di spazi procapite per studente, ecc. ecc.
È ancora un fatto che le strade non sono state adeguate, che non ci sono marciappiedi e che i servizi di trasporto pubblico non siano stati ancora adeguati alla nuova situazione che si sta concretizzando. Sono tutti fatti, che possono essere verificati in qualsiasi momento con documenti protocollati dagli organi competenti. Credo che questo edificio sia davvero poco invidiabile, e mi spiace se in molti non hanno saputo cogliere il lavoro di chi voleva far in modo che le scuole fossero scuole e gli opifici rimanessero opifici, favorendo gli interessi di professori, alunni e corpo non docente senza preoccuparsi di speculazioni edilizie da 8 milioni di euro.
A questo punto però è giusto abbandonare le polemiche ed augurare a tutti buon lavoro, sottolineando l’unica certezza di questa triste vicenda. I rinvii per l’insediamento degli studenti in via Facchinetti non sono imputabili ad opposizioni di governo o a faccende burocratiche, si è solo aspettato il piano casa, che con un colpo di sciabola ha falciato tutte le irregolarità e le anomalie, che sono state cancellate sulla carta, ma che di fatto torneranno prepotentemente a chieder dazio in termini di disservizi e disagi.
Ing. Michele Coralbo