TERMOLI _ Il presidente del Comitato Tutela Ambiente Mare (CTAM), Antonio Fasciano, torna sul caso del Cosib dopo l’arresto di Antonio Del Torto, presidente del consorzio, e di altre sei persone nell’ambito dell’indagine «Open Gates».
“E’ tutto ancora da verificare – afferma Fasciano – ma rimango lo stesso allibito di fronte alle tipologie di reati ambientali e di tipo amministrativo che queste persone, che rappresentano i cittadini tutti, avrebbero commesso. Dico che è da verificare – prosegue – perché non riesco a credere che si possa inquinare il territorio dove si vive, i terreni dai quali provengono i frutti della natura che noi tutti compriamo e mangiamo. Oltre a costituire un danno gravissimo per la salute dei cittadini, una conseguenza diretta di queste azioni, che costituiscono un vero e proprio sisma ambientale, potrebbe essere il calo del turismo, legato all’immagine della città di Termoli, del suo hinterland e del Molise intero”.
Dove andrà a finire il riconoscimento della Bandiera Blu? Quanti anni impiegherà il Molise a scrollarsi di dosso questa triste vicenda? Queste le domande che si pone il presidente CTAM. “Il caso Cosib – spiega ancora Antonio Fasciano – ha scoperchiato la questione dello smaltimento dei rifiuti, anche pericolosi e tossici. Ci ha fatto vedere che il Basso Molise non è certo esente da certi tipi di pratiche, cui facilmente noi consumatori di media possiamo associare alle mafie e alle camorre. Se è vero che questo Antonio ha fatto Del Torto ai molisani, se con la sua Inside srl smaltiva sostanze tossiche in centinaia di ettari di terreno anche coltivabile per l’arricchimento di pochi e la potenziale contaminazione di molti.
Sul dopo Del Torto, Fasciano spera che al Cosib “possa andare una persona conscia delle proprie responsabilità, che riguardano anzitutto la salute dei molti”, e cioè delle persone che rappresenta, “che è una priorità assoluta rispetto ai profitti”, i quali tuttavia “al giorno d’oggi appaiono sempre più importanti rispetto agli individui”.