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Per tale motivo il titolare dell’azienda è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria, la cui posizione è aggravata anche dal contestuale rinvenimento e conseguente sequestro di alcune armi da sparo e munizioni illecitamente detenute. Nel corso dell’ispezione, il personale del NAS ha richiesto l’intervento dei medici veterinari dell’Azienda sanitaria, i quali, di concerto con i militari operanti, hanno disposto il divieto di utilizzo di altre 50 tonnellate di materia prima per verificarne l’idoneità al consumo e l’effettiva provenienza. Tale attività ha evitato la distribuzione e l’utilizzo in tutto il territorio nazionale di materie prime destinate alla produzione di alimenti, alterate, contaminate e comunque non idonea al consumo.