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Migliaia di cadaveri rinvenuti nelle cavità carsiche, appunto foibe, dopo essere stati barbaramente seviziati, torturati, per il solo fatto di essere italiani. Tra essi Norma Cossetto, una giovane studentessa che pagò mille supplizi perché non rinnegò mai di essere ITALIANA. « Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome… Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch’io” » (Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma) La violenza non è mai stata solo da una parte. Tocca a noi combatterla, ovunque si annidi. Ma, in quanto Italiani, prendiamo esempio da Norma, che ha onorato, consapevolmente, fino alle estreme conseguenze, il suo Orgoglio Patrio.
Il Portavoce Provinciale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Costanzo Della Porta